Tutti contro il patron di Cruciani
Le parole di Caprai su Palazzo Quartieri innescano la polemica: «Rispetti Forte»
FORTE DEI MARMI. Se a Palazzo Quartieri arriveranno presto muratori e tecnici (formalmente l’inizio dei lavori è stato già comunicato) e finalmente l’ex municipio si incamminerà verso la sua destinazione finale, la recente presa di posizione di Luca Caprai, titolare del celebre marchio “Cruciani” sul nostro giornale non è piaciuta praticamente a nessuno: «Se questi oppositori al progetto volevano che lì andasse la biblioteca – aveva detto Caprai – bastava che si organizzassero e raccogliessero i soldi per fare quella operazione». Un dito puntato, che ha acceso in pochi giorni un piccolo incendio, che si è alimentato delle discussioni al bar, sui social e in giro per il paese. Insomma c’è chi si è sentito offeso, chi prevaricato e tutti hanno finito con l’arrabbiarsi.
«Ho interpretato le parole di Caprai quasi come una giustificazione per aver realizzato un’operazione che vedeva contraria una parte di cittadini – spiega l’ex assessore Sergio Marrai - nessuno mette in dubbio la sua buona fede però non ci venga a dire che ha fatto beneficenza. Da buon imprenditore ha solo fatto un investimento che riteneva vantaggioso e non a caso ha scelto il Forte. Noi oppositori, come ci chiama Caprai, in realtà solo cittadini con una visione diversa da quella del sindaco - continua Marrai - eravamo contrari a destinare l’immobile a uso privato sottraendolo ai servizi per la comunità e all’accoglienza dei nostri ospiti. Così come lui ha scelto quei fondi di via Carducci per farne una vetrina commerciale noi vi vedevamo l’uso collettivo. Entrambe sono posizioni legittime, ne prenda atto senza tirar fuori la storia della raccolta dei fondi che è e resta un battuta di cattivo gusto».
Critiche che accomunano tanti, tra cui anche Vasco Franceschi, che, nonostante tutto, era e resta tra chi ha «condiviso la scelta dell’amministrazione di mettere a rendita gli spazi di Palazzo Quartieri, anche se poi ciò ne ha decretato il mancato uso da parte della Croce Verde per il mercatino natalizio». «L’intervento di Caprai - continua Franceschi - è di tale tracotanza che non trova riscontro nella storia del nostro paese che è da sempre elargitore di ospitalità e servizi. Al Forte tutto si vende e tutto si compra, e lei ne è la prova, ma con una eccezione: la nostra dignità di cittadini. Si sbrighi a fare i lavori e si ricordi che coi suoi soldi non ci comprerà». (r.f.)
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