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Tredici gattini gettati in un cassonetto
Massarosa, chiusi in un sacco e abbandonati fra i rifiuti per farli morire: ma due donne hanno udito i miagolii e li hanno salvati. È caccia a chi voleva ucciderli
MASSAROSA. Un sacco di carta con tredici gattini appena nati gettato dentro un cassonetto dei rifiuti. Un modo crudele e spietato per liberarsi di loro senza lasciare traccia ordito da chi voleva disfarsene senza troppi problemi. E, soprattutto, senza alcun rimorso. Ma per almeno dodici dei tredici micini - visto che uno di loro non è sopravvissuto - il finale di questa brutta storia è andato diversamente da come era stato originariamente progettato. E adesso a rischiare grosso, grazie anche alla nuova (e più severa) normativa sul maltrattamento degli animali, sono coloro che quel sacco lo hanno gettato nell'immondizia sperando di farla franca.
Il brutto episodio risale a giovedì pomeriggio, quando intorno alle 17 Antonella Checchi e Giuliana Giusti, entrambe residenti nella zona, sono andate con i loro sacchetti dello sporco al cassonetto dell'immondizia che si trova sulla Sarzanese fra la Asa Dental e la pizzeria Adriana a Bozzano. Quando hanno aperto il contenitore, infatti, le due donne hanno sentito dei lontani miagolii. Insospettite, hanno cercato di capire da dove provenissero quei lamenti e si sono rese conto che all'interno di un sacco di carta che conteneva mangime per cani qualcuno aveva rinchiuso e abbandonato dei gattini ancora vivi. «Abbiamo capito che qualcuno aveva cercato di disfarsi in maniera criminale di una cucciolata di gatti - spiega Antonella Checchi - e così abbiamo chiesto aiuto per recuperare il sacco adagiato in fondo al cassonetto». E sono riuscite a salvare quasi tutti i micini: solo uno dei tredici gettati nel cassonetto - tutti nati poche ore prima da tre diverse cucciolate - nel frattempo era infatti morto. Gli altri dodici, fortunatamente, sono invece stati liberati in tempo. «Li abbiamo tutti quanti caricati in macchina - racconta ancora - e li abbiamo portati allo studio veterinario di Alessandra Bonifaz a Quiesa. Qualcuno aveva ancora il cordone ombelicale attaccato. Qui abbiamo prestato loro le prime cure facendoli bere acqua tiepida e scaldandoli con un phon. Purtroppo uno dei tredici gattini non ce l'ha fatta, ma gli altri sono riusciti a riprendersi».
A quel punto, grazie anche alle associazioni animaliste della Versilia, si è aperta una vera e propria gara di solidarietà per far sì che i gattini trovassero una qualche sistemazione provvisoria. «Quattro sono restati in cura dalla veterinaria, quattro sono stati accolti da una signora di Torre del Lago già proprietaria di una gatta che aveva da poco partorito e gli ultimi quattro sono stati adottati da Lisa Giannecchini, una nostra amica che abita a Bozzano. Un grazie lo dobbiamo anche a Aldo Puccetti della Asa Dental che ha dato un contributo per questi gattini in modo potessero essere curati. Insomma, di fronte ad un gesto inqualificabile, ci sono stati anche altri gesti di segno opposto che ci piace sottolineare».
La brutta storia a lieto fine avrà adesso anche un risvolto giudiziario. Della vicenda si sta infatti occupando la polizia municipale di Massarosa che sta dando la caccia a chi ha rinchiuso i gattini appena nati nel sacco e li ha gettati fra i rifiuti. Nei pressi del cassonetto sulla Sarzanese sono infatti attive alcune telecamere a circuito chiuso dalle quali si spera si possa risalire all'identità di coloro che hanno cercato di uccidere i micini. Nei loro confronti potrebbe scattare una denuncia penale che, con la nuova e più rigida normativa sul maltrattamento degli animali, prevede pene assai severe.
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