Il Tirreno

Versilia

Associazione salva dalla macellazione due agnellini

La presidente di Nati Liberi: è solo un gesto simbolico ma che spero possa far riflettere chi mangia la carne
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La presidente di Nati Liberi: è solo un gesto simbolico ma che spero possa far riflettere chi mangia la carne

La presidente di Nati Liberi: è solo un gesto simbolico ma che spero possa far riflettere chi mangia la carne

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PIETRASANTA. Forse è solo un gesto simbolico. Forse qualcuno, più cinicamente, la etichetterà come stucchevole demagogia. Ognuno è libero di pensarla come crede. E di mangiare o non mangiare, nel rispetto dell’altrui libertà, sempre quello che ritiene giusto e opportuno. Anche perché certe usanze non verranno mai meno. Però nei giorni della Pasqua, quando al rito religioso si accompagnano abbondanti libagioni con al centro della tavola, fra le varie pietanze, la carne d'agnello, ecco, il piccolo-grande gesto fatto dall'associazione Nati Liberi Onlus, merita, a nostro avviso, la giusta considerazione. E il dovuto risalto.

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«Nei giorni scorsi - racconta Michela Bertolozzi, presidente dell’associazione - ho contattato un allevatore e riscattato due agnelline femmine già vendute al macellaio per la consueta mattanza pasquale. Il venerdì di Pasqua sono andata a conoscerle: potrò prenderle soltanto quando saranno svezzate: fra circa un mese. Da tanto tempo avevo questo sogno e ora che nel nostro rifugio in via Saponiera abbiamo ultimato il recinto, ho potuto finalmente salvare queste due vite. So che è solo un gesto simbolico, che non cambierà il destino dei troppi agnellini sacrificati per questa festività, ma credo sia importante dare un esempio e iniziare a sensibilizzare le persone, fra tutti i bambini, nella speranza che costruiscano un mondo migliore di quello che stiamo vivendo. Abbiamo adottato anche due caprettine: staranno con gli altri animali, nel rifugio. Tutto questo, nel nostro piccolo, ci rende felici.

C'è un video con molte visualizzazioni su internet dove si vedono agnelli, anche di un solo mese di vita, che, legati insieme, cercano le loro mamme, camminano nel sangue, poi vengono presi, issati e messi a testa in giù. Tramortiti da una scarica di corrente o ancora sgozzati mentre, in taluni casi, sono sempre coscienti. Immagini scioccanti a prescindere da come uno la pensi, che gli attivisti e gli animalisti hanno denunciato e divulgato in più occasioni.

Difficile restare insensibili di fronte a quelle istantanee e al pianto impaurito - perché di pianto si tratta - di un agnellino ancora malfermo sulle gambe, in quanto nato poche settimane prima. Nel periodo che precede la Pasqua, in Italia, vengono uccisi circa 800mila fra agnelli, capretti, pecore e capre. Da quel numero da brivido quest'anno potremo sottrarre due agnelli e due capre. Non è niente, penseranno i più. Probabilmente è così. O forse, al contrario, è un gesto significativo. Molto significativo, perché qualcuno, alla vista di questi piccoli animali adottati, si fermerà, almeno per un attimo, a riflettere.

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