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Troppe squillo in strada: l’assessore dc decise la chiusura del viale Capponi

Troppe squillo in strada: l’assessore dc decise la chiusura del viale Capponi

La pineta di Ponente fino agli anni Sessanta aveva i due viali aperti alle auto. Fu l’allora assessore Giusti (Dc) che ne ordinò la chiusura: troppo viavai di prostitute. Ma soprattutto il mondo...

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La pineta di Ponente fino agli anni Sessanta aveva i due viali aperti alle auto. Fu l’allora assessore Giusti (Dc) che ne ordinò la chiusura: troppo viavai di prostitute. Ma soprattutto il mondo cambiava. Lui però fu accusato, velatamente , di conflitto d’interesse per avere danneggiato i locali che dopo lo stop alle auto dovettero letteralmente chiudere, almeno nel lungo inverno.

Quando i chioschi chiudevano, i cavallini andavano i letargo e i noleggi di bici e grilli portavano tutte le due ruote in garage.

Era e resta una piccola industria la pineta di Ponente: fra chioschi, circoli del cinema, piccole attrazioni. Tanti occupati, anche se solo in estate. Un’atmosfera collettiva da vecchio centro termale. Oggi la pineta, un po’ spelacchiata, richiama nella sua decadenza le Cascine o il parco di Montecatini.

Ecco quello che manca è l’atmosfera, festosa, di un tempo. Oltre alla pulizia – arrivata– e la sicurezza – sperata – servirebbe un’idea gioiosa della nostra pineta. Soldi ne servono tanti, ma in questo caso ci vorrebbe anche un’idea. Come un museo all’aperto del divertimento balneare.

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