Italia
Lite per la ragazza: diciassettenne viareggino ferito
Colpito con un mazzo di chiavi ad una tempia ha un referto di sette giorni. La polizia sta ascoltando i due gruppi di giovani
VIAREGGIO. La settimana delle vacanze di Pasqua libera tutte le tensioni dell’anno scolastico arrivato al giro di boa. Primo sole, i maglioni che diventano magliette, la giornata con gli amici, quasi senza orari. Venerdì mattina, all’ex Campo d’Aviazione nella zona del centro sportivo dove si ritrovano gli adolescenti, questo è il clima. Un gruppo di ragazzi - si conoscono un po’ tutti anche se non tutti sono del quartiere - seduti sui motorini, una parola tira l’altra fino a che le parole non lasciano il posto ai fatti. La zuffa scoppia in un attimo: in nemmeno cinque minuti tutto inizia e tutto finisce. Quasi non se ne accorge nessuno. Se non fosse per una donna che, passando in auto, si accorge di quanto sta accadendo, inchioda e avvisa il 113, numero di emergenza della polizia di Stato.
Sul terreno della colluttazione che ha sicuramente visto più giovanissimi coinvolti - i protagonisti hanno tutti intorno ai 17 anni - c’è un ragazzo, ferito. Un primo passaggio alla Croce Verde di Viareggio, punto di primo soccorso, e la decisione che è necessario un controllo maggiore e più approfondito al Pronto soccorso dell’ospedale Versilia. Dalle mani dei medici, la vittima dell’aggressione esce con una prognosi di sette giorni. Il colpo più pesante l’avrebbe preso - secondo il referto medico - con un mazzo di chiavi che l’ha colpito sulla fronte, proprio vicino ad una tempia. Per il resto, il giovane che ha avuto la peggio ha una serie di contusioni. Niente che abbia richiesto il ricovero in ospedale. Fortunatamente vista la prima ricostruzione dei fatti.
Al personale del commissariato di Viareggio, fin da subito, il compito di ricostruire come siano andati i fatti. Ieri sono già stati ascoltati alcuni protagonisti della vicenda, ed oggi altri sono chiamati a riferire. All’origine della lite finita con un ferito ci sarebbe lo scontro su una ragazza. Il gruppo di adolescenti - secondo le primissime ricostruzioni - aveva con sé anche i caschi, condizione normale per chi si sposta in motorino. Rimane da capire - e su questo vertono le domande degli inquirenti che vogliono fare piena luce - se siano stati utilizzati anche i caschi per colpire e fare male.
Su questo le indagini procedono con i piedi di piombo: Viareggio ha vissuto recentemente aggressioni che hanno visto come vittime giovani e sono ferite tutt’ora aperte. Ma la lite violenta avvenuta all’ex Campo d’Aviazione ieri mattina sembra appartenere ad contesto diverso.
Tra i fatti da appurare anche se il diciassettenne ferito si sia a sua volta difeso o meno e chi - nei gruppi di giovani che si sono contrapposti - abbia partecipato alla zuffa menando le mani, con o senza l’uso di oggetti. Quando la Volante del commissariato è arrivata sul posto, infatti, dei ragazzi non c’era più la minima traccia. Fondamentali sono, dunque, i racconti che gli inquirenti otterranno dai ragazzi che saranno ascoltati in commissariato. Anche per chiarire se l’incontro abbia preso la piega violenta che ha preso, oppure se per caso si sia trattato di un “chiarimento” vero e proprio andato ben oltre le parole.
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