Meteo
Fallimento Patrimonio Anche il depuratore dovrà essere venduto
L’impianto è in concessione a Gaia per oltre vent’anni Il progetto di ampliamento è rimasto sulla carta
VIAREGGIO. Sos depuratore, in vendita nel fallimento della Viareggio Patrimonio che è proprietaria dell’impianto affidato con concessione ultraventennale all’azienda idrica Gaia. Vendita o comunque monetizzazione, nel passaggio dalla proprietà della Patrimonio in fallimento a chi lo acquisterà, presumibilmente il Comune che, però, è in dissesto. È una delle conseguenze del fallimento della società interamente del Comune, alla quale - alla nascita - fu passata la proprietà di servizi pubblici essenziali come illuminazione della città, depuratore, acquedotto industriale, sottoservizi idrici. Perfino l’ex discarica delle Carbonaie, bonificata a suon di milioni dalla Regione e abbandonata a se stessa, è della Viareggio Patrimonio.
Al momento non c’è un indirizzo dell’amministrazione comunale per l’impianto, anche perché ci sono state scadenza ben più pressanti in vista dell’istanza di proroga dell’esercizio provvisorio che l’Ente pubblico si è trovato a dover presentare - con la delibera 63 del 21 marzo - chiedendo al Tribunale altri sei mesi.
Bocche cucite anche in Gaia. Ma l’orientamento dell’azienda idrica potrebbe essere quello di difendere una qualche natura demaniale del depuratore, passato da bene di proprietà comunale a bene di proprietà della Patrimonio, per sostenerne l’invendibilità. Terreno sul quale al momento non sembra convergere il curatore fallimentare Donato Bellomo che per ruolo e pratica ritiene, invece, che la proprietà dello stesso depuratore non possa passare ad un altro soggetto, Comune compreso, se non tramite monetizzazione dell’operazione.
Un bel rebus, non c’è che dire. Anche perché avere o non avere un mare pulito non è interesse del solo Comune di Viareggio. Sarebbe dunque interessante capire cosa hanno da dire sul futuro dell’impianto Provincia, Unione dei Comune, Regione e Autorità idrica.
Il depuratore di Viareggio è stato costruito a cavallo degli anni 70-80. Il primo lotto è stato realizzato nel 1974 mentre il secondo lotto, nel 1982-1983. Negli anni 2001-2002 fu presentato un progetto di intervento mirato non solo all'adeguamento del depuratore, ma anche all'ampliamento dell'impianto. Gli interventi indicati sono stati accolti dagli organi preposti e ne è stata prevista la copertura finanziaria con le risorse previste nell'accordo di programma sottoscritto con il ministero dell'ambiente, la Regione e l'Ato. Il progetto (quello che prevedeva anche il tanto sbandierato Centro benessere uomo animale) - che aveva un quadro economico complessivo pari a 6 milioni è rimasto sulla carta. Tanto che, nel marzo 2011, lo stesso ministero inoltrò all’Ato formale richiesta di informazioni evidenziando una criticità in merito all’erogazione del contributo spettante residuo.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
