Il Tirreno

Versilia

Quando fa buio dilaga la paura: sos dal Piazzone

di Stefano Taglione
Quando fa buio dilaga la paura: sos dal Piazzone

Dopo gli operatori della stazione, anche i lavoratori del mercato vogliono più controlli

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VIAREGGIO. Quando chiudono i banchi del mercato il Piazzone si trasforma. Purtroppo non in meglio. Gruppi di balordi - lo denunciano alcuni fra operatori e residenti della zona - a partire dal tardo pomeriggio arrivano in via Fratti, via Zanardelli e piazza Cavour, occupando uno dei quadranti più caldi del centro di Viareggio. L’area del mercato, nel cuore popolare della città, non è come l’esterno della stazione o piazza d'Azeglio, ma poco ci manca.

Le cause sarebbero molteplici. Scarsi controlli da parte delle forze dell'ordine, mancanza di decoro di alcuni operatori e non ultima - dicono i titolari di alcune attività - l’assenza di una strategia politica per migliorare la qualità del mercato, che magari preveda spazi originali fra i banchi, con produzioni artigianali di pregio.

Questo è ciò che chiedono i viareggini, pronti ad accogliere l'iniziativa promossa da Paolo Baroni (vedi articolo a lato). Come Monica Sciorio, titolare del bar “La Cubana”. «Se fossi nelle istituzioni prima di tutto riformerei il settore merceologico - spiega - incentivando l’imprenditorialità giovanile. Se il ventaglio dei prodotti in vendita fosse più ampio, la gente frequenterebbe assiduamente il mercato e anche la sicurezza ne beneficerebbe. Basta vedere cosa succede la sera: io resto aperta fino alle 21, ma c'è poca gente, forse hanno paura di uscire. La percezione dell’insicurezza esiste. Occorrerebbe un briciolo di iniziativa - continua Sciorio - per riportare la gente al Piazzone. Una domenica al mese, ad esempio, dovremmo rimanere tutti aperti. Così possiamo riprenderci Viareggio».

Maurizio Lera abita poco distante, in via Machiavelli. È un abituè di piazza Cavour. «Quando chiudono i negozi la zona si trasforma - sottolinea Lera - ed è pieno di gente pericolosa e senzatetto. Le famiglie con i bambini da qui non possono passare, come alla stazione, in piazza d’Azeglio e alla pineta di Ponente. È necessaria la presenza fissa di almeno una pattuglia».

«Più controlli da parte delle forze dell’ordine», chiedono i gestori dei banchi. «Qui non si vede mai nessuno - spiega Guido Volpe, pescivendolo del Piazzone - e non c’è mai un poliziotto. Quando non siamo ai banchi, rischiamo continuamente furti. Due anni fa hanno forzato la porta del mio locale, ma dentro non avevo lasciato nulla».

Lo sa bene Monia Bandecca del bar “Monia e Clay”, a cui nella notte fra lunedì e martedì hanno fatto irruzione nel locale. «Basterebbe una sola volante - dice - perché se i ladri la vedono scappano. Ben venga il presidio di Baroni».

In piazza Cavour il colpo d'occhio è importante. Parole di Davide Petrucci, macellaio della “Polleria Fogli”. Lavora qui da 35 anni e ne ha viste tante fra i banchi del mercato. «Quelli vuoti vanno riempiti- sostiene - e bisognerebbe creare fiere tematiche per sfruttare gli spazi in disuso». Sulla pericolosità della zona Petrucci minimizza. «È come il resto della città - dice - e anche se diversi extracomunitari frequentano dei locali qua vicino, non si può fare di tutta l’erba un fascio».

D'accordo con lui Giuliano Paterni, titolare dell'omonimo negozio di scarpe. «Recentemente ho discusso con il consigliere Santini - afferma il commerciante, al Piazzone da una cinquantina d’anni - visto che definire questa zona totalmente degradata lo ritengo sbagliato. È vero, i furti non mancano e anche da me, tre anni fa, hanno rubato. Per prevenire i reati basterebbero più controlli da parte delle forze dell’ordine».

@taglions

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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