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Le telecamere ci sono ma non bastano
Lunedì notte l’ultimo colpo: il filmato che ritrae il ladro in azione è al vaglio degli inquirenti. Manzo promette rinforzi
VIAREGGIO. Tre telecamere al Piazzone non bastano. È per questo che l’assessore alla libertà urbana del Comune di Viareggio, Maurizio Manzo, nella zona del mercato ha in mente di installarne altre. Da ex questore sa bene che l’occhio elettronico può fare da deterrente alla criminalità e fornire prove certe, o per lo meno utili, in caso di furti o aggressioni.
Non le pagherà l’amministrazione municipale, ma la Fondazione Cassa di risparmio di Lucca, che spenderà un milione di mezzo di euro proprio per dotare la città di sistemi di sorveglianza di ultima generazione, soprattutto nella pineta di Ponente. «Al momento nel Piazzone ce ne sono tre e funzionano bene - spiega Manzo - ma ne metteremo altre, forse una o due. Attualmente non sono in grado di dirlo con precisione perché dovremo definire il tutto con i vertici della Fondazione Cassa di risparmio di Lucca, che ci darà un contributo per acquistarle. Vedremo se posizionarne di nuove in piazza Cavour oppure spostarne lì qualcuna da aree dove servono meno».
Nuove telecamere in città. Maurizio Manzo è a favore di un più alto tasso di videosorveglianza dell’intera città. Ed è anche per questo che in piazza Dante - altra zona nevralgica di Viareggio, all’esterno della stazione ferroviaria, dove lunedì sera c’è stato il presidio organizzato da Paolo Baroni - arriveranno gli occhi elettronici, grazie a un’importante donazione (in tutto 400.000 euro) della stessa Fondazione Cassa di risparmio di Lucca e di Banca della Versilia Lunigiana e Garfagnana. Il posizionamento degli apparecchi elettronici è stato naturalmente condiviso con la prefettura di Lucca e riguarda più zone di Viareggio.
Videocamere non vigilate. Se gli occhi elettronici ci sono e funzionano, quasi mai nessuno vede le immagini trasmesse in diretta a Palazzo civico. «Non sono vigilate ventiquattr’ore su ventiquattro - conferma Manzo - anche se la mattina, quando gli agenti della polizia municipale entrano a lavoro, fanno una panoramica su quanto è accaduto la notte, soprattutto se sono stati segnalati episodi particolari. È impossibile che una persona possa guardare con costanza i filmati, visto che i sistemi di sorveglianza sparsi per la città sono tanti. Comunque collaboriamo alle indagini fornendole naturalmente alle forze dell’ordine che ce le chiedono». Alcune videocamere, però - si apprende da fonti vicine alle forze dell’ordine - non registrerebbero sempre, ma limitatamente in alcune ore della giornata.
Acquisiti i filmati. Nel frattempo gli uomini del commissariato di polizia di Viareggio hanno acquisito le immagini delle telecamere pubbliche posizionate in piazza Cavour. Filmati che potrebbero fornire prove utili all’identificazione del ladro che nella notte fra lunedì e martedì si è introdotto nel bar “Monia e Clay” e nel negozio di fiori “Il paradiso di Manuela”. Il malvivente, infatti, ha divelto il tombino posto esattamente sotto una videocamera, utilizzando il coperchio per frantumare la porta di ingresso del bar di Monia Bandecca, dal quale ha portato via il registratore di cassa vuoto, prima di fuggire via spaventato dall’allarme acustico. Gli agenti hanno subito richiesto gli hard disk ai colleghi della polizia municipale e ieri hanno iniziato ad analizzare il girato. Una scena analoga - simile perché anche in questo caso è stato usato il coperchio di un tombino come arma di scasso - è stata ripresa dalla webcam del negozio “MyModelMarket” di piazza Brin, in Darsena. Il malvivente, che sembra indossare una parrucca, lunedì notte era da solo. Si presume che sia lo stesso del Piazzone. Non è detto che i video immagazzinati dal sistema di videosorveglianza pubblico, però, possano effettivamente essere utili alle indagini. Le telecamere, infatti, si muovono. E magari, proprio in quel momento, puntavano dall’altra parte. Non sul tombino di piazza Cavour.(s.t.)
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