Il Tirreno

Versilia

Cava di Cardoso, missione sicurezza

Cava di Cardoso, missione sicurezza

Parlano i titolari della Cecconi: abbiamo già fatto e faremo diverse opere di ripristino

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STAZZEMA. «L’alluvione del 1996 non ha niente a che vedere con le cave, e le persone prima di fare certe affermazioni dovrebbero conoscere le opere di ripristino che abbiamo già fatto in questi mesi, e quelle previste». A parlare sono i titolari della Cecconi cave Srl, che stanno lavorando per aprire una cava di Cardoso nell’omonimo paese.

A prendere posizione contro la loro attività - con un comunicato stampa - sono stati alcuni cittadini di Pruno, Volegno e Cardoso, preoccupati per la nuova attività estrattiva. La cava si trova a sinistra del canale Sanpiera, quasi davanti al Palazzo della Cultura di Cardoso.

Intanto va detto che la famiglia Cecconi, che lavora marmo a in Alta Versilia da circa cinquant’anni, ha tutte le autorizzazioni (del Comune e del Parco delle Apuane) in regola. E a differenza di altri imprenditori del marmo, ha deciso di esporre pubblicamente la propria versione dei fatti. «Abbiamo messo in sicurezza e allargato un pezzo di strada già esistente, ed eliminato, al contrario di quanto dicono, un fronte di frana che andava a picco sotto la strada - elenca uno dei titolari, Marco Cecconi - inoltre sono state tolte delle piante pericolose, abbiamo bonificato un’area comunale che era diventata una discarica, e stiamo ripristinando e tappando un enorme buco di cinquant’anni fa della cava dismessa vicina alla nostra».

Tutto ciò è stato fatto nonostante il fronte di cava non sia ancora attivo. E le opere in favore dell’ambiente messe in atto dall’azienda Cecconi non finiscono qui. C’è perfino qualche paesano contento che sia stata realizzata la strada che va alla cava. «Nel vicino canale Sanpiera, a spese nostre, abbiamo dovuto far costruire una briglia per contenere le piante, e mettere in sicurezza il canale - spiega ancora Cecconi - abbiamo fatto contenti anche diversi paesani che adesso con l’automobile possono raggiungere le teleferiche collegate ad un alpeggio soprastante».

Dunque - se qualcuno gridava al danno ambientale - a quanto pare sono invece molte le opere che vanno proprio nella direzione opposta. Infatti, dopo che avrà bonificato la vecchia cava di Cardoso davanti al Palazzo della Cultura (dove potrebbe sorgere, in futuro, un parcheggio), la ditta Cecconi procederà anche con la bonifica di un'altra cava dismessa nei pressi del cimitero.

«La nostra famiglia è una vita che lavora in questo territorio, e sentirmi dire che distruggeremo tutto non ci fa piacere - prosegue Marco Cecconi - a chi dà lavoro di questi tempi ci sarebbe da fargli un monumento, perché lavoro in giro non ce n’è, e molti versiliesi riescono a tirare avanti grazie soltanto alla stagione estiva. A noi nessuno ha regalato quella cava: abbiamo comprato quel territorio facendo un grosso investimento (che dovremo ripagare con sacrifici), dopo che era stato riperimetrato come area estrattiva di Cardoso. È come se avessimo comprato un terreno edificabile ed oggi qualcuno venisse a dirci che non possiamo costruire una casa».

Ancora un altro lavoro che si prenderà in carico la ditta Cecconi è quello di asfaltare una piazzetta - adesso sterrata - davanti al Palazzo della Cultura di Cardoso. (t.b.g.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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