Meteo
A fuoco chiosco in pieno giorno Si teme il dolo
Rogo sul retro del ristorante “Non lo so” Il titolare: il quadro elettrico era integro
VIAREGGIO. Più delle colonna di fumo che leva alta sulla città, ben visibile intorno all’ora di pranzo, colpiscono le urla di Luca Di Cocco, titolare del chiosco “Non lo so”, ingresso su via Vespucci e retro su quella pineta di Ponente che dovrebbe essere parco pubblico cittadino. «Sono sedici anni che lotto...basta! basta!». Avere un’attività nella pineta che è parco sì, ma dello spaccio, non è facile. «Io ho abolito le bevute, di fatto non faccio più chiosco ma solo ristorante», racconta Di Cocco mentre il fumo continua ad uscire denso dal locale che ha invaso non appena sul retro si è sviluppato il rogo.
Sul posto due autobotti dei vigili del fuoco, la Volante del commissariato, il personale della sezione anticrimine dello stesso, la polizia Scientifica. Il quadro elettrico e gli impianti elettrici sono risultati integri al primo esame. E non solo: «Ieri pomeriggio ero qui e quando sono andato via ho lasciato tutto staccato», sottolinea il commerciante.
A vigili del fuoco e polizia il compito di trovare un eventuale innesco in mezzo al materiale bruciato da rimuovere per la bonifica dell’area che è comunque area a verde. Sul sentiero lato monti che dalla strada porta in pineta, costeggiando il locale che ha una siepe di recinzione, una bottiglia di plastica un po’ accartocciata per effetto del calore ma che non si è sciolta, e dunque non è venuta a contatto diretto con le fiamme. La parte dell’imboccatura, all’interno, ha tracce di un materiale nero che vi è stato contenuto. «Facciamo lavorare la Scientifica», risponde l’ispettore Lucio Chelotti al cronista che segnala l’oggetto.
Nel pomeriggio l’assessore alla polizia municipale Maurizio Manzo, ex dirigente del commissariato prima e poi Questore di Lucca, commenta così quanto accaduto al chiosco: «I vigili del fuoco non hanno trovato tracce di comportamento umano sulla scena dell’incendio. Dunque, al primissimo riscontro, non sembrerebbe doloso».
Ma il racconto di Luca Di Cocco tocca ancora il tasto di cosa subisce chi lavora nella pineta di Ponente. E lo fa indicando la gran quantità di escrementi, decisamente umani, che corrono lungo il perimetro del chiosco, proprio sul retro andato a fuoco. È un braccio di ferro quello che emerge dalle parole del ristoratore: «Avevo intenzione di ampliare il perimetro della siepe, per circoscrivere meglio l’area del locale, per contenere il fatto che mi entrano in continuazione».
Tutto intorno è il solito scenario offerto dalla pineta di Ponente, anno dopo anno, amministrazione dopo amministrazione: siringhe, scatole di medicinali, rifiuti abbandonati. Una lotta impari contro le attività illegali, prima fra tutte lo spaccio, e contro il degrado che la fa da padrone. Degrado comprensivo anche di chi utilizza la pineta come giardino privato dove organizzare grigliate a piacimento, perché perfino questo si è visto, come emerge dalle tante voci dei cittadini che ieri hanno affollato via Vespucci portando solidarietà a Luca Di Cocco e alla sua famiglia.
Se risultasse un atto doloso - questo il commento di un investigatore nell’immediatezza dei fatti - è ipotizzabile «un dispetto». Niente a che fare con attività criminose che possano prendere di mira i commercianti e i cui esponenti non avrebbero agito nel modo che si è visto sul “Non lo so”. Niente racket, insomma.
Un’analisi che non consola chi oggi deve fare la conta dei danni, alla vigilia della Pasqua che segna di fatto l’avvio della stagione estiva per chiunque abbia in Versilia un’attività di ristorazione o ricettiva. «Dentro è tutto rovinato... è un macello... un macello...», sono ancora le parole del titolare sballottato tra le prime dichiarazioni alla polizia, i vigili del fuoco al lavoro, i primi accertamenti tecnici e la rabbia che monta sempre più forte man mano che il disastro si fa più chiaro. insieme al quadro della mole di lavoro da caricarsi sulle spalle per ricominciare.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
