Il Tirreno

Versilia

Lisandra la pasionaria Novant’anni in trincea

di Cristina Bulgheri
Lisandra la pasionaria Novant’anni in trincea

È stata presidentessa della circoscrizione Darsena e al vertice della Croce Verde Nel suo magazzino di tende in via Coppino è nato il CarnevalDarsena

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VIAREGGIO. Le sue novanta primavere le festeggerà oggi circondata dai suoi affetti più cari ad un tavolo a lei riservato al ristorante Tito del Molo, proprio quello per cui, anni e anni fa, ha cucito le tende nonostante la perplessità dell’allora titolare Sergio, dubbioso di far fare quel lavoro ad una donna. Ma lei Lisandra Biagini, non era allora e non è ancor oggi, una donna qualunque. Lisandra è stata ed è un punto di riferimento in città: consigliera comunale per Rifondazione comunista nella giunta Costa, presidente della circoscrizione Darsena ex Campo d’Aviazione per dieci anni durante le due legislature Marcucci, consigliere della Croce Verde dal 1993 al 2008 con un occhio sempre attento sul sociale. Ed è sempre stato questo il suo “campo di battaglia”, quello dove è sempre stata in prima linea ed in cui ha speso tutte le sue forze. Da donna di sinistra quale era e quale è.

Figlia ultimogenita di antifascisti, in tempi in cui lo studio e l’istruzione erano appannaggio dei soli uomini, Lisandra è stata, fin da subito, abituata a lavorare sodo: «Ho cominciato andando ad imparare a cucire dalle suore Mantellate per confezionare il corredo alle mie sorelle maggiori. Poi - racconta - in tempo di guerra, avevo sedici anni davo una mano a mio padre che aveva un chiosco: prima in piazza Grande a Viareggio, poi a Camaiore, in piazza Romboni. Noi eravamo sfollati a Pedona ed io tutte le mattine scendevo alle cinque in tempo per ricevere i giornali. Tornati dalla guerra mi presentai in tutti i negozi della Passeggiata per trovare un impiego e fui presa al lavoro da Baroni, dove sono rimasta per cinque anni. Poi mio padre aprì una polleria al mercato e andai ad aiutarlo».

Ma ago e filo sono rimasti sempre due strumenti cari a Lisandra e, ormai sposata (con il “trabaccolaro” Benedetto Consorti) si mise a cucire ombrelloni e tende per stabilimenti balneari, in un fondo in via Coppino, alla corte di Giuseppe Tomei.

«Con gli anni riuscii a riscattare il negozio e i macchinari e a mettermi in proprio». Non c’erano mani per cucire e confezionare tende e tendoni. «All’epoca tutta Forte dei Marmi si rivolgeva a me: ho fatto tende per la Villa Agnelli e tutti i bagni di Forte».

Erano gli anni in cui Viareggio viaggiava davvero a gonfie vele: Lisandra si occupò di realizzare le tende per la Fiera del Libro, una delle manifestazioni più importanti in città che occupava tutta piazza Mazzini. «Alla fine arrivammo a tendoni che dovevano coprire 120 stand».

Si lavorava sodo nel negozio di via Coppino, l’attività si allarga, Lisandra acquisisce anche il magazzino: un luogo divenuto storico anche perché da lì ha preso il via nel 1970 il CarnevalDarsena.

«È nato così il CarnevalDarsena - racconta Lisandra - ogni salotto si apriva, organizzava una cena, invitava tanti amici e si faceva festa. Cucivamo vestiti che davamo gratis a chi veniva. Una volta il compianto Brunello Romani, ci portò il giocatore della Fiorentina Burgnich: era finito tutto il pesce, allora chiamammo Sergio di Tito del Molo che ci mandò un tegame di cacciucco. Ho ancora quella pentola storica. Oggi il baccanale è diverso: ha perso di spontaneità, di spensieratezza, di collaborazione, di genuinità. La Darsena allora era un grande famiglia dove tutti erano pronti a darsi una mano».

Lei era una di quelle: quando si consumò la strage di Querceta e don Sirio Politi con don Beppe Socci - i preti operai figure imprescindibili della Darsena- chiesero aiuto per ospitare i cinque figli del Federigi, Lisandra mise a disposizione la sua casa di via Coppino, senza mai perderli di vista nella loro crescita e nella loro formazione. Un occhio che è sempre stato attento a chi aveva bisogno: da presidente della Croce Verde si è occupata dei bimbi disabili di Chernobyl e di quelli del Saharawi. «Ho avuto tanti incarichi e anche tanti riconoscimenti per il mio lavoro e per il mio impegno in politica, sempre come donna di sinistra, ma tra tutto, gli anni passati alla Croce Verde sono quelli che mi porto nel cuore».

Oggi che ha lasciato impegni ed incarichi a causa dell’età e di qualche acciacco alle gambe che non le permettono di presenziare a incontri e riunioni, Lisandra Biagini di politica non si occupa più: «Non appartengo più ad alcun partito, semplicemente perché la politica come la intendevo io, era un’altra cosa: per me l’unico interesse era il bene degli altri».

Auguri Lisandra!

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