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I colleghi in lacrime: non dimenticheremo la sua generosità
VIAREGGIO. «Renato era una persona davvero squisita. Un uomo totalmente dedito al lavoro. Ricordo che ai funerali della strage di Viareggio si trovava dietro al palco posizionato allo stadio dei...
VIAREGGIO. «Renato era una persona davvero squisita. Un uomo totalmente dedito al lavoro. Ricordo che ai funerali della strage di Viareggio si trovava dietro al palco posizionato allo stadio dei Pini. Aveva una carnagione chiarissima e per questo motivo il sole gli aveva bruciacchiato la faccia. Era diventato tutto rosso, ma nonostante quell’evidente fastidio, quasi un’ustione, è rimasto tutto il tempo lì, immobile. Solo per amore del suo lavoro».
Era il 7 luglio del 2009 e Stefania Picchi, in quegli anni, è stata presidente della Croce rossa italiana di Viareggio. Ha conosciuto benissimo Renato Cerri. Durante il periodo in cui è rimasta in carica, lui è stato prima volontario, poi dipendente. Lo ricorda con grande affetto, come del resto fanno i colleghi con cui entrambi hanno lavorato. «Insieme abbiamo fatto moltissime trasferte alla sede regionale, a Firenze, e a quella nazionale, a Roma - afferma Stefania Picchi - ed era indubbiamente un grande professionista, oltre che una persona stupenda. Non è retorica. Ha lavorato come operatore per il 118, come autista e soccorritore. Rimane fra i migliori rianimatori che la mia associazione abbia mai avuto. Aveva un’esperienza di livello assoluto - continua Picchi - e sono sicura che se si fosse reso conto di un minimo sintomo relativo all’infarto, si sarebbe fatto controllare in ospedale. Mi hanno detto che da qualche giorno avvertiva un qualche dolore, ma non so altro. Probabilmente non lo ha collegato a un principio di infarto, ammesso che di questo si sia trattato. Renato - conclude l’ex responsabile dell’associazione di volontariato - dal punto di vista etico era una persona fantastica ed educatissima».
Un suo grande amico nonché collega di lavoro di via Machiavelli è stato Pierluigi Martinelli. Ha saputo della scomparsa di Renato ieri mattina, durante una telefonata ricevuta dalla famiglia. Non poteva credere alle sue orecchie. Aveva visto Cerri l’ultima volta durante le vacanze di Natale, quando l’ex volontario dell’associazione era tornato in città per trascorrere in Toscana un po’ del suo tempo libero. «Lo ricordo con grandissimo affetto - afferma Martinelli - visto che era una persona buona, mite e altruista, come poche ne esistono. Fra noi c’era un bellissimo rapporto. Era stimato da tutti, dai dipendenti e dai volontari. La sua scomparsa per noi rappresenta una grandissima perdita».
Anche se Renato viveva in Germania, ad Arnsberg, Pierluigi di tanto in tanto lo sentiva al telefono. «Stava bene e si era rifatto una vita - spiega Martinelli - e la Germania gli piaceva tantissimo. Era entusiasta. La morte ha colto tutti noi di sorpresa, visto che da quel che ne sapevamo stava benissimo, godeva di ottima salute, tanto che nel tempo libero praticava anche sport come il nuoto».
Negli ultimi giorni - anche secondo l’amico e collega della Croce Rossa - Renato aveva avuto dei malesseri, non è chiaro se legati all’infarto che lo ha stroncato a soli 44 anni. «Aveva avuto un qualche dolore - conclude Pierluigi Martinelli - ma non so se questi fossero correlati al motivo della sua morte».
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