Strage, il Tribunale accelera Sentenza attesa per l’autunno
Il giudice Gerardo Boragine moltiplica le udienze da aprile fino a luglio I pm chiedono che la discussione si svolga per intero prima dell’estate
VIAREGGIO. Il processo per la strage di Viareggio - a sette anni dal disastro ferroviario che è costato la vita a trentadue persone, i lutti che hanno segnato le famiglie delle vittime, i feriti che ancora si sottopongono a cure - accelera. Il presidente del Collegio, Gerardo Boragine (con i colleghi Nidia Genovese e Valeria Marino), ieri ha dettato il nuovo calendario per i prossimi mesi, a partire da aprile quando le udienze riprendono. Molte le date aggiuntive, con udienze anche di martedì e di venerdì (oltre che il mercoledì) «così da concludere l’istruttoria ed iniziare la discussione», ha detto Boragine.
Una decisione che ha lasciato l’aula senza fiato. I due pubblici ministero Giuseppe Amodeo e Salvatore Giannino hanno avanzato alcune obiezioni ed una proposta. Amodeo ha chiesto che vi sia «assoluta contestualità delle discussioni, senza dividere in due la discussione tra pm e difensori degli imputati. Perché la parità delle parti è soprattutto parità di discussione».
Salvatore Giannino ha ricordato che «in udienza preliminare abbiamo discusso per circa 23-24 udienze. E mancavano tutti i riferimenti al dibattimento». La proposta fatta al Collegio è stata quella di «aggiungere udienze ad aprile, per ascoltare i consulenti che porteranno via un po' di udienze. Poi saltare tutto il mese di maggio, così da organizzare la discussione. Considerando anche la non disponibilità del Polo fieristico. In questo modo tutte le parti avrebbero un mese di pausa che è necessario per poi iniziare con il calendario della discussione a giugno e luglio».
Una proposta operativa che, almeno per il momento, il Collegio non ha ritenuto di prendere in considerazione. Considerando anche - così si è espresso il presidente Boragine - che il Collegio non ritiene che la discussione debba avere analoga durata di quella della udienza preliminare. Su questo punto si è registrato uno scambio di battute tra Gerardo Boragine e Salvatore Giannino: «Gli argomenti erano quelli e succederà lo stesso che in udienza preliminare», è lo scenario tratteggiato dal pm: «E ora vanno aggiunti i verbali di udienza», ha ricordato Giannino. «Impediremo ripetizioni ed inutili discussioni», ha tagliato corto il presidente del Collegio. Al quale, per le difese, l’avvocato Anna Francini (studio Padovani) ha ricordato: «Noi chiediamo il tempo per finire di difenderci. Pretendere che in quell'ottica lì noi si chiuda molto con i nostri consulenti...insomma...».
Perché le prossime udienze vedono sul banco dei testimoni numerosi consulenti, sia per gli imputati stranieri, che per Ferrovie. Deposizioni che porteranno via del tempo e che produrranno sicuramente nuove memorie.
Certo, quasi tre anni di processo - se le sentenza sarà in autunno - sono un’enormità e la prescrizione che incombe su alcuni dei reati è diventato tema che ha suscitato l’attenzione nazionale, risvegliando i mezzi di informazione italiani che avevano dimenticato il disastro di Viareggio e di suoi morti. Ma è altrettanto vero che si tratta di amministrare la giustizia in un processo che racchiude in sé temi che basterebbero per riempire dieci aule di giustizia. E che decidere se i binari d’Italia siano o non siano sicuri ha una valenza ben più ampia della semplice sentenza sul caso specifico.
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