Breschi: sono senza parole Malfatti: speravo di più
VIAREGGIO. Dal paradiso all'inferno. O, se volete, dall’ingresso nel gotha del Carnevale con un carro - e che carro - che ci ricorderemo a lungo, fino allo spettro della retrocessione in seconda...
VIAREGGIO. Dal paradiso all'inferno. O, se volete, dall’ingresso nel gotha del Carnevale con un carro - e che carro - che ci ricorderemo a lungo, fino allo spettro della retrocessione in seconda categoria. Se il trionfo di Fabrizio Galli ha messo d’accordo più o meno tutti, il penultimo posto del campione in carica Massimo Breschi ha spiazzato tutti. Lui per primo: «Le parole non ce l’ho». Anzi sì, mentre in lontananza si sentono fischi di disapprovazione, e non solo da parte delle sue maschere: «Non mi aspettavo di vincere, ma neppure di piazzarmi nono. Se mi fa rabbia essere finito dietro alcuni carri in particolare? No, non voglio polemizzare: c’è solo da pigliare questo risultato...». Il più inviperito è il fratello Alessandro: «Non ho parole. Ma il prossimo anno si spacca tutto. Ci rifaremo, mettilo per scritto già da ora». Dietro il clown del Breschi c’è il Pierrot di Franco Malfatti, pure lui sorpreso in negativo dai verdetti: «Speravo in qualcosa di più. Cosa non ha funzionato? Ah, chi lo sa: sono solo numeri, non ci sono spiegazioni nelle schede dei giurati». Che, essendo forestieri, forse non hanno compreso (e apprezzato) il suo carro dedicato a una Viareggio ferita: «Sì, ci ho pensato pure io. Per me resta un messaggio comunque attualissimo». E sulla prospettiva di dover evitare la caduta nei carri piccoli aggiunge: «Non mi spaventa, ormai sono abituato a lottare da anni». Più su, invece, c'è chi festeggia. Come Stefano Cinquini, arrivato secondo con la sua satira su Facebook: «Non è la prima volta, in realtà: io e mio fratello Umberto raggiungemmo questo risultato nel 1992, quando eravamo in società con Arnaldo Galli. Ma stavolta ha tutto un sapore diverso, lo sentiamo davvero nostro. Ed eravamo convinti di finire comunque in alto: un terzo posto, sinceramente, mi avrebbe dato fastidio. Non abbiamo vinto, ma ci stiamo arrivando». Unica pecca l'assenza proprio di Umberto, operatosi all’anca: «Sì, ho avvertito la sua mancanza. Era collegato telefonicamente, quindi ha vissuto in qualche modo la lettura dei verdetti». Alle spalle dei Cinquini un’altra coppia di fratelli, i Bonetti: «Siamo soddisfatti, nonostante le difficoltà del primo corso siamo comunque sul podio: vorrà dire che quando riusciremo a sfilare senza intoppi forse potremo ambire alla vittoria», dice sorridendo Luigi. Che poi aggiunge: «Mi dispiace per Massimo Breschi, proprio non se lo meritava». (s.p.)
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