Omicidio Iacconi, rinviata la sentenza
Viareggio: ci sarà l'8 giugno il processo d'appello per il giovane che si era autoaccusato del pestaggio e che ha già preso dodici anni
VIAREGGIO. E' stata rinviata all'8 giugno la sentenza d'appello per l’omicidio di Manuele Iacconi, morto a 34 anni dopo essere stato picchiato a colpi di casco nella notte di Halloween del 2014. Sotto accusa c'è il ragazzo che si era autoaccusato del pestaggio. E che, nell’ottobre scorso, era stato condannato a dodici anni di carcere dal tribunale dei minori di Firenze.
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Il processo di secondo grado si terrà sempre nel capoluogo, ma in una sezione della Corte d’Appello che è dedicata proprio ai minorenni. Il ragazzo, infatti, aveva diciassette anni al momento in cui avvenne il delitto. E come tale viene giudicato oggi dalla giustizia, anche se è diventato maggiorenne. Prima di allora, però, il ragazo sarà nuovamente interrogato in tribunale a Lucca il 4 maggio. Per l'ennesima ricostruzione della notte del 31 ottobre.
Ci sono ancora dubbi sull’esatta ricostruzione dell’accaduto. Dubbi che gli stessi accusati - oltre al ragazzo già condannato ci sono altri tre giovani nel mirino - hanno contribuito ad aumentare. Anche secondo gli avvocati difensori del diciottenne siamo ancora lontani dalla verità su quella tragica notte. I legali Giacomo Ciardelli e Valentina Tognocchi sostengono che, per il loro assistito, l’omicidio vada derubricato - cioè ridotto come si dice in gergo - da volontario a preterintenzionale. Affermano che il loro assistito non è stato il solo a picchiare Manuele. E che per questo sarebbe giusto uno sconto di pena. La difesa, inoltre, chiederà ancora una volta la messa alla prova, strumento giuridico pensato per i minorenni che hanno compiuto reati gravi. Un procedimento lungo - circa tre anni - al termine del quale il giovane sotto accusa può anche evitare il carcere, se dimostra di essersi redento. E secondo gli avvocati Ciardelli e Tognocchi il ragazzo ha già raggiunto buoni risultati nel percorso di recupero che sta seguendo nella comunità in Emilia dov’è recluso. Comunità in cui rimarrà anche in caso di conferma della condanna da parte del giudice.
Intanto gli amici di Manuele sollecitano ancora una volta la giustizia a procedere con rapidità. Per stabilire una volta per tutte fatti e colpevoli dell’aggressione in via Coppino.
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