Il Tirreno

Versilia

Due superperiti per il caso Guidotti A luglio la sentenza

Due superperiti per il caso Guidotti A luglio la sentenza

VIAREGGIO. Via libera all’esame psichiatrico su Nicola Guidotti, il ristoratore di 59 anni che nel giugno scorso ha ucciso con quattro colpi di pistola il fratello Mario, 51. Nell’udienza di ieri il...

2 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Via libera all’esame psichiatrico su Nicola Guidotti, il ristoratore di 59 anni che nel giugno scorso ha ucciso con quattro colpi di pistola il fratello Mario, 51.

Nell’udienza di ieri il giudice del tribunale di Lucca Silvia Mugnaini ha affidato l’incarico a due superperiti. Si tratta degli psichiatri Giuseppe Sciaudone, originario di Napoli, criminologo, e Marco Marchetti, di Roma. I due esperti hanno lavorato per molti tribunali in processi anche delicati, come quelli di camorra. L’operazione - che dovrà stabilire una volta per tutte se Nicola era capace di intendere e di volere quando ha premuto il grilletto contro il fratello - ha preso il via immediatamente: in questi casi, ci vogliono un paio di mesi per avere i risultati. Non a caso il giudice ha stabilito che l’esito della perizia venga consegnato il 28 giugno. Solo dopo che l’esito dell’esame sarà noto, si capirà lo sviluppo del processo.

Nel frattempo Nicola Guidotti - che ieri era presente in tribunale - resterà in carcere. E così sarà almeno fino alla sentenza: prima di allora è impensabile che il giudice possa valutare un’eventuale richiesta di scarcerazione.

Ma un’altra notizia importante, arrivata dall’udienza di ieri, è proprio la tempistica sul possibile verdetto. La discussione vera e propria ci sarà il 12 luglio: non è escluso che si arrivi immediatamente alla sentenza. È chiaro che, nel caso in cui dovesse essere riconosciuta una forma di infermità mentale, ci sarà uno sconto sull’eventuale pena. Che già sarà ridotta di un terzo, perché Nicola Guidotti verrà giudicato con rito abbreviato.

L’omicidio è avvenuto il 20 giugno dell’anno scorso di fronte al Mezzo Marinaio, locale cult della ristorazione viareggina in Darsena, oggi chiuso. Nicola si trovava al Capitano, locale da lui aperto sulla via Coppino assieme a un socio, quando ha litigato al telefono con il fratello. I due si sono trovati al Mezzo Marinaio, dove lavoravano assieme, e lì hanno avuto la loro ultima litigata. Perché Nicola ha preso la pistola che teneva nel ristorante e ha sparato contro Mario, che stava per andarsene sul suo Vespino. La tragedia ha colpito Viareggio come raramente capita di vedere: la città si è stretta attorno al dolore di una famiglia che le è “figlia”. Tutti sapevano che tra Nicola e Mario i rapporti erano difficili, che il primo aveva fatto da padre al secondo e aveva cercato di aiutarlo in tutti i modi. Ma nessuno dei due, e anche questo lo sapevano tutti, si tirava indietro quando c’era da “chiarirsi”. Quel sabato chi li conosceva pensava all’ennesima scazzottata. Purtroppo, non è stato così. (m.t.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera