Il presidio
Tutti se la prendono con i vigili urbani
«Ci hanno costretto ad anticipare l’uscita dagli hangar perché dalle 14 alle 17,30 non avevano pattuglie disponibili»
VIAREGGIO. «Ma come è annullato? Veniamo dal Molise, ci siamo sobbarcati 7 ore di pullman...». Di mestiere Carlo Lombardi fa il carrista, non le pubbliche relazioni: mai si sarebbe immaginato di dover spiegare a un gruppo di turisti perché, a 45 minuti dal triplice colpo di cannone, il corso mascherato di chiusura debba saltare. O meglio, perché debba essere annullato quando, poco meno di due ore prima, la Fondazione Carnevale aveva annunciato su Facebook che lo spettacolo sarebbe andato regolarmente in scena (ah, il post è stato successivamente rimosso).
Già, perché? «Perché i carri hanno riportato danni: dai mascheroni agli impianti audio», ribatte Lombardi. «Non era la pioggerellina delle domeniche scorse: oggi abbiamo beccato un bell'acquazzone». E Roberto Vannucci rincara la dose: «Si sapeva da giorni che avremmo trovato vento e acqua: perché non è stata presa la decisione di rinviare tutto anziché annullare all'ultimo minuto? Almeno avremmo preservato i carri».
La colpa morì fanciulla. Per Lombardi l'errore è stato partire dalla Cittadella all'ora di pranzo, quando era in arrivo una burrasca, anziché a pomeriggio inoltrato: «Quanto tempo occorre per completare il trasferimento sui viali a mare? Due ore? Bene: saremmo dovuti uscire alle quattro-quattro e mezzo e il corso sarebbe iniziato regolarmente alle 18.30. Se oggi c'è una responsabilità è di chi è voluto uscire così presto».
E chi l'ha voluto? Pressoché tutti i carristi interpellati riferiscono che è dipeso dai turni della polizia municipale per scortare le costruzioni sui viali a mare. In sostanza: dalle 14 alle 17.30 non c'erano pattuglie disponibili. Questo perché - ecco la versione dei vigili urbani - giovedì scorso la Fondazione Carnevale, nel corso di un vertice, aveva fornito l'indicazione di uscire all’una (l'alternativa erano le 17.30). E, come nella miglior tradizione italiana, nessuno si prende la responsabilità della decisione.
Carristi furiosi. «Ho visto il carro sfasciarsi sotto i miei occhi. E ho visto una tromba d'aria spostare di una decina di metri quello di Lebigre nonostante il trattore con il freno a meno inserito... oggi abbiamo toccato il fondo». Luciano Tomei non dissimula la sua rabbia: il vento ha danneggiato seriamente la costruzione, «roba da 4mila-5mila euro: impossibile ripararlo per sabato prossimo. Posso rattopparlo, ma non sarebbe giusto che venisse considerato ai fini della classifica».
Le violente raffiche sembrano quasi strappare le pagine dei libri sul retro del carro di Fabrizio Galli: «Chi ha deciso di annullare la sfilata? È stata la Fondazione, ormai noi non contiamo più nulla», risponde con un velo di amarezza. «A un certo punto ci siamo incontrati con il commissario Pozzoli per analizzare la situazione: il vento in quel momento era calato, ma la burrasca aveva già fatto parecchi danni». «Ci è stato detto: “Decidete voi, chi vuole sfila” - racconta Emilio Cinquini - cosa volete che vi dica? Il carro è mezzo rotto, l'impianto audio non funziona... basta, non aggiungo altro».
Irruzione in Fondazione. Alle tre e mezzo a Palazzo delle Muse, mentre era in corso la consegna del Coriandolo d'Oro a Enrico Vanzina, sono arrivati Alessandro Avanzini e Stefano Cinquini minacciando di non sfilare. «Abbiamo seguito le direttive e siamo usciti dalla Cittadella per raggiungere la Passeggiata, poi dopo la burrasca nessuno della Fondazione Carnevale è venuto a darci spiegazioni o direttive - spiega Avanzini - Stefano (Cinquini) è venuto da me e così ci siamo recati alla Gamc per parlare con Pozzoli: dopo quanto accaduto mi sembrava il minimo prendere coscienza della situazione, fare le verifiche sulla sicurezza dei carri e decidere di conseguenza».
Mancanza di rispetto. «Sono più di 140 anni che a Viareggio esiste il Carnevale: se emerge un problema lo risolviamo tutti assieme, le imposizioni non servono a nulla - è il pensiero di Stefano Cinquini - se fossimo usciti alle cinque e mezzo, come aveva chiesto il responsabile della sicurezza dei corsi mascherati Paolo Polvani, avremmo dato soddisfazione a tutti quei turisti che hanno pagato il biglietto e avremmo evitato danni, vedi la rottura del pistone al mio carro. E invece no, qualcun altro è voluto uscire prima». E Cinquini quel «qualcun altro» lo urla a squarciagola mentre il suo carro passa davanti ai vigili urbani appostati nei pressi del Principe di Piemonte. Come a dire: sono stati loro...
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