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Dai Fratini a Malagò Rivoluzione al porto
Roberto Brunetti nuovo presidente del Club Nautico annuncia la svolta «Rifaremo la struttura. E poi tornano grandi soci, porteranno sponsor»
VIAREGGIO. Prima di essere votato ed eletto ha chiesto carta bianca. Ottenuta, ha sciolto la riserva e venerdì scorso è stato nominato. Roberto Brunetti, 75 anni, imprenditore nel settore edile e degli appalti pubblici, è il nuovo presidente del Club Nautico di Viareggio. Lo aveva già fatto in passato, altri tempi per la città, ora torna. Con idee importanti per non dire bellicose, come è nel suo stile. «Mi ha passato il testimone un amico come l’avvocato Righi – premette Brunetti – e gli ho solo detto che farò di tutto per rilanciare il club. Che fu fondato, non dimentichiamolo, da personaggi come i Bertolli, i Fontana (quelli della Salov), da Gianni Agnelli. Qui è nata la Viareggio-Bastia-Viareggio e tante altre manifestazioni».
Brunetti, ragazzotto povero di Agliana, è diventato un viareggino dai mille interessi. Fu anche presidente del Viareggio, siglando un accordo con Pontello e la Fiorentina. Fu patron di Bussoladomani quando diventò uno studio tv. Con tanto di diretta domenicale su Blitz. Tutto finito per la famosa bestemmia in diretta di Leopoldo Mastelloni. Era l’autunno 1983. Un uomo così è pieno di idee e vigore. Brunetti ha chiesto di rifare la struttura. «Interverremo ovunque sia necessario. Il club è un circolo dove i soci devono stare bene, avere voglia di ritrovarsi nei locali del circolo che è posizionato, non dimentichiamolo, nel posto più bello di Viareggio. Per rendere appetibile la struttura vedremo anche di riorganizzare l’offerta di bar e ristorante. L’attuale contratto è in scadenza, vediamo di cambiare l’offerta, per gli interni e per gli esterni. Vorrei ricordare che ai tempi della mia presidenza ad accogliere soci e ospiti c’era Pier Paolo Velani, celebre bar della Bussola. Ecco voglio che di nuovo un cameriere o un barman sia sempre a disposizione dei soci».
La rivoluzione si ferma ai cocktail?
«Figuriamoci. Ho chiesto all’assemblea l’inserimento di nuovi soci. Intanto l’ammiraglio Marco Brusco sarà il vicepresidente e avrà il compito di governare tutta la struttura. L’ammiraglio Brusco è personaggio molto conosciuto e molto stimato. In questo momento è la figura fondamentale del nuovo club nautico».
Altri soci?
«Entrerà Paolo Del Pistoia ed entreranno, li ho già contattati i fratelli Fratini. Sono personaggi conosciuti in tutta Italia. Partiti da Prato con i jeans Rifle ha conquistato l’Italia con grandi operazioni immobiliari ed imprenditoriali. Da hotel come il Fiur Seasons di Firenze, poi venduto agli Arabi, fino agli outlet, come quello di Barberino del Mugello».
Cosa chiederà Brunetti e il Club alla famiglia Fratini?
«Idee, sponsor, manifestazioni. Sono persone che conoscono bene il mondo dei grandi eventi, quelli che voglio che tornino a Viareggio».
E i cantieri? Non sarebbe interesse delle grandi firme delle nautica avere un circolo di prestigio. Non dico una struttura monstre come quella che Foster ha progettato per Montecarlo, ma insomma.
«A proposito stiamo cercando rapporti e gemellaggi con Monaco, ma anche con i più antichi circoli d’Italia, da quelli di Genova a Portofino. E siamo vicini al circolo Aniene di Roma, guidato da Giovanni Malagò, presidente del Coni».
Torniamo ai cantieri?
«Voglio contattare tutte le grandi firme della nostra Darsena, a partire da Fulvio Codecasa, che fra l’altro è mio amico di vecchia data. Credo che i cantieri debbano impegnarsi per la Darsena, e non penso solo al club nautico ma anche alle tante iniziative in ballo».
Nel cuore dei viareggini, come una ferita, è rimasta la fine della Viareggio-Bastia-Viareggio, che è nata proprio al club da personaggi come Franz Furrer.
«La corsa finì, perché quel tipo di offshore non esisteva più. Erano tempi gloriosi perché a Viareggio non solo si correva ma si costruivano quei mostri. Ricordiamo, un nome fra tanti, le barche della Cuv. Stiamo studiando se sarà possibile fare una rievocazione storica. Oppure pensare a una gara vera ma sotto costa. Oggi gli appassionati, i 100 soci del club puntano molto sulla vela, ma io credo che la vocazione viareggina sia legata al motore, come si vede nei capannoni della Darsena. Ma oltre alla vecchia Vbv, le idee per gli eventi sono tante. Dobbiamo solo iniziare a lavorare».
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