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Bellomo: verifico personalmente le richieste di correzione

VIAREGGIO. Donato Bellomo è il curatore del fallimento Viareggio Patrimonio. Ma è anche un commercialista, con clienti che hanno avuto e hanno problemi con le richieste di pagamento della Viareggio...

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VIAREGGIO. Donato Bellomo è il curatore del fallimento Viareggio Patrimonio. Ma è anche un commercialista, con clienti che hanno avuto e hanno problemi con le richieste di pagamento della Viareggio Patrimonio. «Abbiamo mandato 14.000 avvisi di pagamento. Che sono tanti e possono normalmente contenere una casistica di errori. A questo si aggiunge la situazione della Patrimonio, che aggiunge problemi su problemi». L’anno scorso - sono i dati forniti al “Tirreno” da Bellomo - «ci sono state tremila richieste di annullamento di cartelle in autotutela per l’amministrazione. Quest’anno siamo già a quota 1.300 e se non arriveremo a tremila, ci andremo vicini. Considerando che il grosso arriva ora perché stanno scadendo i termini per risolvere senza contenzioso».

Così Bellomo da curatore si è trasformato in amministratore della società e si è messo a verificare - racconta - «le posizioni di coloro che hanno presentato le domande in autotutela. Intendo uscire da questa situazione facendo pulizia nel data base della Patrimonio almeno per l’anno in corso. Cerchiamo davvero di esaminare tutte le posizioni anche oltre la scadenza dei termini». Ai cittadini/contribuenti Bellomo chiede un po’ di pazienza per il lavoro che la Patrimonio garantisce di voler fare per avere una chiarezza maggiore che in passato.

Considerando che tra i problemi affrontati dalla società in fallimento c’è stato perfino «quello dei buchi nel software», l’obiettivo del curatore è quello «di dare risposte. Ai professionisti e a tutti quei cittadini che non vanno da un commercialista ma che hanno diritto di vedere le proprie posizioni definite».

Parole importanti per i tanti che si sono presentati e si presentano agli sportelli di via San Francesco, o hanno scritto chiedendo informazioni («la casella di posta elettronica della società dà spesso che è intasata», racconta il curatore), o addirittura «scrivono alla casella della curatela», in cerca di qualcuno che dia loro un riscontro. «Era quasi scritto che accadesse quello che stiamo vedendo», ricorda Bellomo che si dice «stupito tutte le volte che, anche da assessori del Comune di Viareggio, mi sento dire che è inaudito che la società - oggi in fallimento - non funzioni...Ma va?!».

Mentre il curatore si trasforma in giocoliere per cercare di tenere in equilibrio tutte le situazioni della società partecipata, si attende «da un giorno all’altro» la sentenza della Corte d’Appello di Firenze sui ricorsi al fallimento. (d.f.)

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