Il Tirreno

Versilia

Acquisti “in blocco” di tessere del Pd: due casi sotto esame

di Donatella Francesconi

Coinvolti l’ex vice sindaco Romanini e il consigliere Troiso che spiegano: volevamo sostenere la candidatura Strambi

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VIAREGGIOO. «Ho solo sostenuto un amico…Tutto qua…». Chiara Romanini, ex vice sindaco in quota Partito democratico con l’amministrazione del sindaco Leonardo Betti, commenta così il nuovo caso scoppiato in via Regia.

Delle circa 80 tessere del partito richieste on line per Viareggio, una parte risultano pagate con carte prepagate intestate a Romani e alla compagna. Per un’altra parte si tratta di versamenti riconducibili invece a Luigi Troiso, oggi consigliere del Gruppo misto ma fino a pochi giorni fa sui banchi del consiglio comunale per la Lista Del Ghingaro, ed alla sua compagna.

L’amico cui Romanini fa riferimento è Andrea Strambi, ex assessore della Giunta Betti, che a gennaio aveva rotto gli indugi e aveva deciso di tentare la candidatura a segretario del Pd di Viareggio. «Strambi mi aveva presentato il suo progetto e mi ha chiesto un sostegno» continua Romanini che conferma la sua non iscrizione a quel partito che in altri tempi lo ha visto molto attivo. «Alla fine, visto che chi voleva iscriversi trovava la sede di via Regia sempre chiusa abbiamo deciso per il tesseramento on line ricaricando le nostre prepagate. Aggiungo che se di anomalie nel tesseramento bisogna parlare, allora che si vadano a vedere le intere famiglie che si sono tesserate…».

Analoga risposta dal consigliere comunale Troiso, che era in consiglio anche durante l’amministrazione Betti eletto con “Viva Viareggio Viva”: «Ci siamo trovati ad una cena ed è nata l’idea del sostegno ad Andrea Strambi. Poiché chi voleva iscriversi trovava la sede del Pd sempre chiusa, abbiamo deciso per il tesseramento on line». Sono state ricaricate le prepagate con 15 euro e sono state compilate le iscrizioni.

«In particolare – spiega Giuseppe Dati, commissario del Pd Viareggio ormai da fine 2014 – si è registrata un’ondata di iscrizioni on line tra le 22,44 del 29 gennaio 2016 e le 23,40 del 31 gennaio, data di chiusura del tesseramento». Dati smentisce che la sede di via Regia sia stata inaccessibile: «Tra fine giugno 2015 e fine gennaio 2016 la sede è rimasta aperta quasi tutti i pomeriggi». Fatto sta che, a tesseramento riaperto dal partito nazionale per tutto il mese di gennaio in tutta Italia, a Viareggio sono arrivate un’ottantina di iscrizioni on line da valutare. «Ci sono procedure rigorose per il tesseramento e a Viareggio ci siamo attenuti altrettanto rigorosamente alle indicazioni del Pd nazionale e di quello regionale» ricorda Dati. Così che chi ha chiesto l’iscrizione on line e non era mai stato iscritto prima è stato chiamato a sostenere un colloquio. Al quale non tutti si sono presentati, ma al quale sono stati ammessi anche coloro che sono risultati richiedenti con la stessa carta prepagata. «Sono valide anche le tessere che sono state fatte per così dire “in blocco” – prosegue Dati – salvo che le persone si siano presentate al colloquio e che la valutazione della commissione sia stata positiva. Credo che, in generale, il fenomeno debba essere limitato nei regolamenti del partito a livello nazionale». Anche perché l’esperienza dei colloqui ai richiedenti tessera per Viareggio qualcosa ha insegnato: «C’è anche chi – conclude Dati – si è presentato alla commissione dicendo apertamente “io sono per Silvio”. Rispondendo, a domanda precisa, di aver sempre votato Forza Italia».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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