Il Tirreno

Versilia

Gli albergatori chiedono il via libera per i loro ristoranti

di Angelo Petri
Gli albergatori chiedono il via libera per i loro ristoranti

Corchia e Tarabella: negli hotel di tutta Europa sono aperti anche a coloro che non alloggiano nelle camere

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FORTE DEI MARMI. Un rilancio del settore alberghiero potrebbe passare presto anche da una maggiore attenzione che il piano delle funzioni cittadino dovrebbe porre nel consentire agli albergatori che ne siano ovviamente interessati di operare anche come ristorante nei confronti della clientela turistica che frequenta il paese. Per l’Asl ingresso e servizi igienici separati sono già viatico sufficiente, ma manca una legge regionale in materia e un regolamento comunale che la recepisca. A un mese dalla Pasqua, periodo in cui tradizionalmente si avvia la stagione turistico-balneare (il 21 marzo potranno riaprire anche gli stabilimenti balneari) è questo l’obiettivo a breve termine degli albergatori cittadini, guidati da Paolo Corchia e Lilio Tarabella.

«Oggi come oggi, in effetti, qui al Forte abbiamo solo cinque alberghi che hanno il ristorante autonomo – spiega il presidente Corchia che è anche leader regionale di Federalberghi Toscana - e sono l’Hotel Goya, il Tarabella, l’UnaHotel, il Byron e il Park Hotel Raffaelli, e si tratta di licenze vecchie di anni. Tuttavia se in tutta Europa gli hotel e le pensioni hanno anche la possibilità di lavorare come ristorante aperto al pubblico, cioè di coloro che non alloggiano nelle camere, una ragione ci dovrà pur essere. In questo senso gli alberghi italiani sono rimasti troppo a lungo ingessati di fronte ad una liberalizzazione che, invece, ha toccato un po’ tutti gli altri servizi turistici. Per questo – prosegue il presidente Corchia - ci appelliamo all’amministrazione comunale perché apra il suo nuovo piano delle funzioni a queste opportunità, così come alla Regione chiediamo che nella legge sul turismo rimuova le restrizioni che abbiamo e ci consenta finalmente di dare servizi aggiuntivi alla clientela».

«Per quanto possa apparire curioso – prosegue il vicepresidente degli albergatori Tarabella - attualmente non possiamo offrire ai nostri clienti neanche un’ora di tennis o anche solo un biglietto del cinema o del teatro o di un museo, perché dal momento che il costo di tutto ciò non supera il 25 per cento del costo della camera non si tratta di un “pacchetto” e quindi incorriamo nelle opposizioni di tanti altri operatori e categorie. Con questi lacci e lacciuoli non si può proseguire, come si può facilmente comprendere».

Intanto però gli albergatori si muovono con successo sulla promozione. «Sì - sottolinea Tarabella - siamo stati in Val Senales dove ci hanno accolto con la generosa ospitalità di quei paesi e dove abbiamo fatto conoscere a oltre 3.200 metri di quota il Forte, la Versilia e finanche la cucina con il pesce povero del nostro mare grazie ai nostri chef versiliesi. Un’operazione per la quale ringraziamo davvero tutti quelli che hanno contribuito».

Manca ormai meno di un mese a Pasqua e per quanto il maltempo di questi giorni mal si concilia con le prenotazioni pasquali è già tempo di pensare alla prossima stagione. «Le previsioni sono assai ottimistiche in verità – riprende il presidente Corchia - perché le scuole chiuderanno per qualche giorno in più e quindi i soggiorni potrebbero risultare più duraturi e interessanti. Del resto anche per il mese di aprile si prospetta con alcuni weekend lunghi che farebbero puntare il dito sul rilancio delle presenze nazionali. Una ripresa di questo genere di turista si era già vista fortunatamente la scorsa stagione e speriamo che adesso il fenomeno possa consolidarsi. Le preoccupazioni per le tensioni internazionali, la crisi della borsa, e l’ottimismo di fine dicembre scorso che sta scemando di fronte alle incertezze perduranti della ripresa dell’economia nazionale non sono fenomeni trascurabili – conclude Corchia - ma non bisogna disperare, e riprova ne sia, che qui al Forte diversi colleghi albergatori stanno investendo sulle loro strutture: è il caso di Villa Roma Imperiale, del President e dell’Augustus e questo è un segnale di vera apertura al mercato».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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