Italia
Omicidio Iacconi, indagato finisce sotto sorveglianza
Misura decisa dal tribunale su proposta della polizia di Viareggio. Per un anno il diciottenne dovrà stare in casa di notte e non partecipare a iniziative pubbliche
VIAREGGIO. Il tribunale di Lucca, su proposta del questore in seguito all’attività investigativa della polizia di Viareggio, ha disposto la sorveglianza speciale per un anno nei confronti del diciottenne indagato per l’omicidio del 34enne Manuele Iacconi, deceduto a Viareggio nel novembre 2014 a seguito delle lesioni riportate dopo un brutale pestaggio.
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Già nel dicembre 2014 il ragazzo, allora diciassettenne, su disposizione del gip del tribunale per i minorenni di Firenze fu portato in carcere. Nell’aprile del 2015 fu trasferito in una comunità, da cui è stato poi dimesso nel giugno scorso per decorrenza dei termini.
"Ciònonostante - spiega la polizia in una nota - in attesa della definizione del giudizio di primo grado, il giovane è stato protagonista di altri episodi violenti che ne hanno evidenziato la pericolosità sociale e la indubbia capacità a delinquere, senza lasciar spazio ad alcun segno di ravvedimento".
In particolare, nel novembre 2015 è stato indagato per lesioni personali aggravate e porto abusivo di oggetto atto ad offendere. Intervenuto in una banale disputa tra due coetanei di fronte a un bar a Torre del Lago, ha sferrato un calcio al volto e un colpo violento al capo di uno dei contendenti con una mazza metallica, portata per la spedizione punitiva.
"In ragione di tali gravissimi episodi la polizia di Viareggio - prosegue la nota - ribadendo da un lato la vicinanza e il sostegno alla famiglia Iacconi, in attesa della condanna dei colpevoli dell’omicidio del congiunto e dall’altro perseguendo l’intento di prevenire e contrastare i fenomeni criminosi che destano grave allarme sociale, ha segnalato al questore e in tal modo ottenuto la misura di prevenzione della sorveglianza speciale per il giovane".
Per effetto di tale provvedimento, il ragazzo per un anno non potrà rincasare dopo le 21 né uscire prima delle 8; non potrà partecipare a pubbliche riunioni e non dovrà accompagnarsi a persone che hanno subito condanne o siano sottoposte a misure di prevenzione o sicurezza
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