Il Tirreno

Versilia

Caso Pd - Del Ghingaro: ma dategli quella benedetta tessera

Omar Monestier
Giorgio Del Ghingaro co la senatrice Pd Manuela Granaiola
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Giorgio Del Ghingaro co la senatrice Pd Manuela Granaiola

Viareggio: i democratici prima riaprono le porte al sindaco di Viareggio e poi, da Firenze, le chiudono di nuovo. Il commento del direttore del Tirreno

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VIAREGGIO. Ma dategliela questa benedetta tessera a Re Giorgio! Cosa ci vuole? Una vicenda serissima è oramai ridotta a una sceneggiata nella quale si tenta di far passare una questione di rancori personali per una questione di principio. Non è così, via! Non si vuol dare la tessera a Del Ghingaro perché Del Ghingaro fa paura. Il Pd viareggino, uscito sconfitto alle elezioni e dalla storia amministrativa recede, vede nel sindaco il cavallo di Troia che entra nel fortino del potere cittadino. Il Pd sogna di riprendersi la città e immagina di tenere Re Giorgio fuori dalla partita. Si sbaglia di grosso: c’è già dentro.

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Del Ghingaro è una bestia cocciuta. Anche quando ha torto non recede, sfonda a testa bassa. Quanto più facile sarebbe per il Pd viareggino, toscano e nazionale controllare Del Ghingaro se egli finisse dentro la rete intricatissima del partito... E, poi, davvero il Pd di Viareggio non sa che Re Giorgio ha nei suoi contatti romani una delle ragioni della sua candidatura? Che, davvero, il Pd di Viareggio ignora che il Pd nazionale ha usato Del Ghingaro per azzerare il gruppo dirigente locale, facendo poi il finto offeso? Se si vuole ricostruire il partito non si può prescindere dal sindaco. Non v’è chi non lo capisca. Certo, costerà molta fatica soprattutto perché a Del Ghingaro manca ancora quel pizzico di umiltà che giova a un leader; se riuscisse a trovarlo gli si aprirebbero le porte del Pd in città e, forse, anche di territori più ampi.

L’uomo è abile e ambizioso. Viareggio la rimetterà in piedi, non c’è dubbio. Ha accettato una sfida titanica e poteva tranquillamente evitarlo. Non uscirà sconfitto. Tenerlo fuori dalla porta è un segnale di debolezza per il Pd e, per Del Ghingaro, una straordinaria occasione per continuare a esistere.

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