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Forte diventerà il primo comune cardio-protetto
Ciascuna delle cinque frazioni sarà dotata di defibrillatore Corsi gratuiti per insegnare ai residenti come utilizzarlo
FORTE DEI MARMI. Si chiama “Un cuore di mare” il progetto per una città cardio-protetta che è stato messo a punto dalla sezione di Forte dei Marmi della Società Nazionale di Salvamento. Sì, proprio quella che dal 1871, prima associazione al mondo, si dedica a qualificare professionalmente i bagnini di salvataggio in servizio presso gli stabilimenti balneari.
«In Italia – spiega Gianluca Genovali che presiede la sezione del Forte - ci sono circa 160.000 casi di insufficienza cardiaca con 73.000 arresti cardiaci improvvisi, per quasi 200 decessi al giorno e con il 49 per cento della mortalità totale. E almeno il 25 per cento di queste persone (circa 12.000 persone) potrebbero essere salvate solo se soccorse in tempo. E non è tutto - continua Genovali - gli arresti cardiaci improvvisi sono per il 70 per cento extra-ospedalieri, dei quali l’80 per cento a casa e il 20 per cento al lavoro o in strada. Insomma sono cifre importanti che fanno davvero paura e per questo abbiamo pensato che la nostra Forte dei Marmi potrebbe diventare, prima in Versilia, un’intera cittadina cardio-protetta. Il nostro progetto prevede, infatti, – continua il dirigente della Salvamento - non appena riceveremo le autorizzazioni della Regione Toscana, di realizzare una serie di corsi gratuiti per l’uso dei defibrillatori automatici rivolti a tutti i residenti e ai lavoratori che operano in città e che abbiano compiuto i diciotto anni. Una volta preparate le persone che possano intervenire acquisteremo i cinque Dae (defibrillatori cardiaci semiautomatici) che verranno posizionati nelle zone di Vittoria Apuana, Caranna, Vaiana, in centro e a Roma Imperiale, acquisto che contiamo di poter fare grazie ad alcune manifestazioni ed eventi che ci permetteranno di raccogliere i fondi necessari».
Insomma saranno dei veri “salvagente” di strada. Infatti è proprio la tempestività degli interventi di rianimazione cardio polmonare a fare la differenza in questi casi, e più sarà diffusa sul territorio comunale l’attrezzatura e, naturalmente, chi sia in grado di azionarla più facile sarà ottenere risultati positivi. «Giova ricordare - prosegue Genovali che è anche formatore nazionale della Salvamento - che in caso di arresto cardiaco extra-ospedaliero ogni minuto che passa la sopravvivenza si riduce del 10 per cento: e se con la rianimazione cardiopolmonare la sopravvivenza aumenta di tre volte, unita alla defibrillazione arriva a percentuali importanti, dal 49 al 75 per cento. Il tempo di intervento quindi è fondamentale poiché dopo il quarto minuto inizia il danno celebrale e dopo dieci minuti interviene la morte celebrale. Insomma la chiave della sopravvivenza è legata alla velocità di risposta nel soccorso e noi su quella vogliamo lavorare. Ovviamente per realizzare al più presto “Un cuore di mare” - conclude Genovali - siamo aperti alla collaborazione con tutte le associazioni e le istituzioni cittadine e nel segno della massima trasparenza metteremo online tutta la rendicontazione economica del progetto».
Angelo Petri
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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