Meteo
Il derby dei Matteo: Salvini batte Renzi (almeno sui carri)
Il borsino dei politici vede sempre in testa il premier Ma il leader leghista predomina sui carri di prima categoria
VIAREGGIO. Matteo contro Matteo. No, non è una versione italiana della celebre pellicola «Kramer contro Kramer»: è il responso sul “borsino” dei politici che sfilano al Carnevale. Il premier Renzi e il leghista Salvini sono i più dileggiati dagli artisti viareggini: e, quasi a preconizzare il possibile scenario delle prossime elezioni politiche, il Matteo del centrosinistra batte di un soffio, in termini di presenze sulle costruzioni, il Matteo del centrodestra. Il segretario del Carroccio, almeno, ha la sua personalissima “rivincita” in prima categoria dove risulta il più rappresentato: i coniugi Lebigre-Roger gli hanno riservato un ruolo da indiscusso protagonista immaginandolo come uno (pseudo)nobile settecentesco circondato dai volti dei leader della destra xenofoba europea (c’è anche Nigel Farage del britannico Ukip). Lo stesso Salvini, poi, è tra i componenti di una sgangherata banda musicale assieme a Berlusconi, Grillo, Renzi e Alfano sul carro di Massimo Breschi. Ci pensa il campione in carica della seconda categoria Jacopo Allegrucci a mantenere viva la satira politica tra i carri piccoli: l’alchimista che dà il titolo alla costruzione è il premier italiano in abiti da stregone. Su di lui aleggiano gufi con le sembianze di Grillo, Salvini e Berlusconi: fortuna che ai suoi piedi vigila Maria Elena Boschi. Magnifiche le vetrage sul retro con i volti di Bersani, D’Alema e Prodi raffigurati come santi. Praticamente assente tra i carri, se non nelle eccezioni sopracitate, lo sberleffo dei potenti di turno è grande protagonista tra le categorie minori: peccato che siano rimaste parcheggiate negli hangar della Cittadella causa maltempo e che il pubblico non abbia potuto ammirarle. Luca Bertozzi, pluridecorato vincitore delle mascherate di gruppo, rivisita in chiave satirica una scena di «Dumbo» piazzando Berlusconi, Mattarella, Razzi, Renzi e Salvini nei panni di pagliacci e saltimbanchi del circo. Ma c’è spazio anche per politici meno conosciuti come il ministro dell’istruzione Stefania Giannini, la governatrice del Friuli Debora Serracchiani e la presidente della Camera Laura Boldrini, in prima fila nella mascherata di un Adolfo Milazzo da sempre attento a far “debuttare” a Viareggio volti più o meno noti. E i capi di Stato stranieri? Resiste la cancelliera tedesca Angela Merkel, soprattutto nella mascherata di gruppo di Giacomo Marsili (Colombina) e nelle maschere isolate di Silvano Bianchi (sinistra vedova nera), Michele Cinquini e Silvia Cirri (migrante imbarcata su un gommone), Michelangelo Francesconi (tra le rovine del tempio c’è anche il premier ellenico Alexis Tsipras), Andrea Pucci (riceve una lettera in stile “C’è posta per te”) e Devis Serra (guida una locomotiva). Non c’è Obama: i mascheratisti Daniele Chicca e Valentina Galli preferiscono concentrarsi su Hillary Clinton. E tra i segretari di Stato c’è anche quello vaticano Tarcisio Bertone, bersaglio degli esordienti Erica Cerri e Pierfrancesco Giunti. A Viareggio, non si salva quasi nessuno…
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
