Il Tirreno

Versilia

Cuori, baci e fuochi portano in cassa solo 180mila euro

di Claudio Vecoli
Cuori, baci e fuochi portano in cassa solo 180mila euro

L’incasso non brillantissimo della sfilata di San Valentino risente delle incertezze legate al meteo ballerino

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VIAREGGIO. Cuori, baci, coriandoli e fuochi d'artificio. Il mix (con sfumature arcobaleno) fra San Valentino e Carnevale funziona. E se porta un incasso non eccezionale nelle casse di Burlamacco - solo 180mila euro a cui andranno aggiunti in settimana i ricavi della vendita di biglietti on line - è soprattutto per colpa del meteo che ci ha messo ancora una volta lo zampino. Già, perché se è vero che dopo una mattinata da tregenda intorno a mezzogiorno il cielo si è aperto ed ha regalato un pomeriggio quasi primaverile, è anche vero che da gran parte della Toscana in pochi hanno avuto la voglia (e il coraggio) di muoversi sotto l'acqua battente per raggiungere Viareggio.

Baci per tutti. E' stato il rito del bacio collettivo in piazza Mazzini, giusto pochi minuti prima delle 15, a dare il via al lungo pomeriggio di Carnevale. Sulle note de La danza del bacio, cantata live sul palco da Gianluca Domenici, il pubblico del secondo corso è stato invitato a scambiarsi il gesto d'amore per antonomasia. Con Barbara Donadio e Domenico Manfredi - coppia nata nella casa dell'ultima edizione del Grande Fratello - a fare da apripista. Baci di ogni genere: da quelli più tradizionali uomo-donna a quelli meno convenzionali versione omosex.

Corso arcobaleno. Proprio l'arcobaleno è stato il motivo dominante di questa seconda sfilata dei carri. E non solo per il sole che ha inondato i viali a mare dopo la pioggia a catinelle del mattino. Sulla scia della presenza di Monica Cirinnà al Carnevale di Viareggio (la senatrice pd che ha dato il nome al disegno di legge sulle unioni civili) e in una sorta di staffetta ideale con Sanremo dove molti dei cantanti hanno mostrato nastri e braccialetti arcobaleno durante le loro esibizioni, anche il più importante Carnevale d'Italia ha voluto appoggiare la battaglia per una nuova legge sulle unioni civili (ne parliamo anche nelle pagine successive). E così sui carri come sulle mascherate si è assistito ad un florilegio di segni arcobaleno: dalle bandiere multicolori che aprivano il corteo delle maschere dei fratelli Cinquini agli striscioni posizionati sul carro di Lebigre. Anche se il più impegnato su questo fronte è stato senza dubbio Edoardo Ceragioli con il suo carro dedicato proprio alle unioni civili ("L'unica famiglia è quella felice", si leggeva in un grande cartello).

C'è un carro… in una buca. Da un punto di vista tecnico, il corso è filato via abbastanza liscio. Unico inghippo (non da poco, per altro) riguarda una voragine che si è aperta sul lungomare nell'asfalto all'altezza di via Carrara al passaggio del carro di Luciano Tomei. Il manto stradale ha infatti ceduto di schianto sotto il peso della costruzione e una ruota è stata inghiottita dalla buca. La squadra corsi, coordinata dall'ingegner Paolo Polvani, ha fatto scendere tutte le maschere dal carro e, con l'ausilio di un grosso trattore, si è riusciti a liberare il carro (che a quel punto ha continuato a sfilare regolarmente). Nel giro di una mezz'ora in cui il corso è stato inevitabilmente bloccato, la buca è stata provvisoriamente coperta con una lastra di ferro, ma che l'asfalto sprofondi - caso per altro non isolato in città - non è certo un episodio normale.

I conti di Burlamacco. A fine pomeriggio, con l'ufficializzazione dei dati del botteghino, è iniziata la lettura dei numeri. I 180mila euro del secondo corso sommati ai 131mila euro della sfilata inaugurale portano al momento l'incasso complessivo a quota 311mila euro. Non un grandissimo risultato (15mila euro in meno dell'edizione 2015), ma neppure così disastroso. In settimana dovrebbero arrivare i risultati della vendita dei cumulativi che daranno una idea più esatta dell'andamento (economico) del Carnevale. Le prime indiscrezioni parlano di un leggero aumento del numero degli abbonamenti ma di un minor gettito (nell'ordine di 20-25mila euro) dovuto agli sconti della prevendita e al prezzo calmierato dei nuovi cumulativi ridotti. Questo significa che per pareggiare le previsioni di bilancio i prossimi tre corsi dovranno essere migliori di quelli dell'edizione 2015. Non sarà facile, ma neppure impossibile. Specie se il tempo svolterà finalmente al bello. Non resta che incrociare le dita…

@ClaVecoli

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