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LA STORIA

1947: l’Italia ottenne 1,2 miliardi di dollari

1947: l’Italia ottenne 1,2 miliardi di dollari

PARIGI. Sui sacchi di grano e altro frumento c’era stampigliata la sigla Erp, European recording program. Era gli aiuti, alimentari e finanziari, che facevano parte del piano Marshall. In totale in...

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PARIGI. Sui sacchi di grano e altro frumento c’era stampigliata la sigla Erp, European recording program. Era gli aiuti, alimentari e finanziari, che facevano parte del piano Marshall.

In totale in Europa arrivarono aiuti nell’arco di 4 anni – il programma cessò nel 1951 – 14 miliardi di dollari. Di questi in Italia, sempre nel giro di quei 4 anni fatidici, entrarono un miliardo e 200 milioni di dollari circa.

In grande cibo, medicine, aiuti all’agricoltura. Fu lamentata, invece, la scarsa incidenza in materia di macchinari per l’industria. C’è chi poi criticherà aspramente il piano Marshall. Secondo alcuni economisti, perdipiù di matrice marxista e comunista, quei soldi servirono solo ad integrare l’economia europea in quella statunitense. In parole più povere, il piano di interventi non fu che un programma di economia imperialista verso un’Europa, prostrata dalla guerra, sia fra gli sconfitti (Italia e Germania in primis) che fra vincitori (Gran Bretagna compresa).

Oggi in place de la Concorde a Parigi c’è una lapide che ricorda quel luglio del 1947, giusto due anni dopo la fine della guerra.

Per l’Italia – secondo molti – gli aiuti arrivati dagli Stati Uniti furono decisivi sia per la cacciata del partito comunista dal governo, sia per la successiva vittoria alle prime elezioni libere. Quelle del 18 aprile del 1948 che sancirono la vittoria della Democrazia cristiana di De Gasperi sul Fronte Popolare costituito dai comunisti di Palmiro Togliatti e dai socialisti di Pietro Nenni.

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