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Riconteggio dei voti, sparite 675 schede elettorali
Non si trovano parte di quelle vidimate e non utilizzate alla sezione 2.
VIAREGGIO. Mancano 675 schede elettorali vidimate prima dell’apertura dei seggi e che ieri non erano presenti all’“appello” delle operazioni di riconteggio avviate dalla Prefettura come disposto dalla sentenza del Tar il 20 gennaio scorso. E questo solo per la sezione numero 2, scuole Lambruschini in pieno centro città. La sezione il cui scrutinio fu chiuso solo a tarda notte, al terzo tentativo e solo con l’intervento al seggio di personale arrivato dal Municipio.
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Finì, al terzo conteggio, con Luca Poletti (Pd) che superò di un soffio Massimiliano Baldini (liste civiche e partiti, Lega Nord compresa). Le schede vidimate per il voto avrebbero dovuto essere pari al numero degli elettori, ovvero 1.214. I votanti sono stati, in tutto, 423. Le schede “bollate” ma non votate - ritrovate ieri dalla Prefettura - sono 116. La dottoressa Sabatina Antonelli, nel verbale inviato al Tar affinché i giudici amministrativi indichino comune procedere, scrive che le schede mancanti potrebbero essere finite tra quelle delle elezioni regionali. Ma i sacchi di questa tornata - è ben ricordarlo - sono stati chiusi la sera prima, con scrutinio separato a votazioni appena terminate. Mentre le urne del voto per le comunali erano ancora chiuse.
Per il Tar della Calabria la mancata corrispondenza tra il numero effettivo della schede vidimate per il voto e quelle ritrovate è stato uno degli elementi che ha portato i giudici amministrativi ad annullare le elezioni comunali nel 2012. La mancanza di schede autenticate - secondo il Tar calabro - costituisce «sintomo di grave illegalità delle operazioni elettorali».
A supporto della propria decisione i giudici calabresi portano al sentenza del Consiglio di Stato, sezione V, 21 giugno 2007, numero 3323 e la sentenza dei propri colleghi dello stesso Tar, numero 1390 del 9 agosto 2006. «In proposito - si legge nella sentenza - si ricorda il risalente ma autorevole orientamento del giudice d’appello (1042/1991), secondo cui “la mancanza di schede autenticate e non votate, per la cui integrità l’articolo 53 del Dpr 570/1960 prescrive particolari operazioni, può essere causa di nullità per il pericolo che ingenera di alterazione dei risultati elettorali”».
Tocca ora al Tar toscano dare indicazioni, a verbale ricevuto, sul da farsi.
Ieri in Prefettura, insieme ai funzionari che coadiuvano la vice Prefetto Antonelli, c’erano il ricorrente candidato a sindaco, avvocato Massimiliano Baldini, assistito dal collega Carlo Andrea Gemignani, l’avvocato del Comune Maria Lidia Iascone ed il sindaco Giorgio Del Ghingaro. Il quale ha chiesto di poter essere sostituito per le prossime operazioni dall’assessore al bilancio Laura Servetti, rimasta però fuori dalla porta. Avendo la Prefettura disposto che il sindaco possa farsi sostituire solo da vice sindaco Rossella Martina.
Tra le questioni che il verbale di ieri sottopone al Tar vi è anche l’opposizione dei ricorrenti alla presenza di Del Ghingaro alle operazioni, in quanto escluso dalla sentenza del Tar dall’essere parte nel procedimento in forza alla costituzione tardiva nel ricorso.
Infine, tra gli elementi che l’avvocato Gemignani e Massimiliano Baldini hanno voluto fosse ben sottolineato nel verbale per i giudici amministrative, il fatto che i plichi delle schede non sono stati ritrovati dalla Prefettura tutti in Tribunale, come dispone la legge: una parte era in Tribunale, un’altra in Municipio ed un’altra ancora in Prefettura.
Ieri, insomma, il pallottoliere è rimasto fermo, dopo la “scoperta” delle 675 schede scomparse, volatilizzate, sparite, introvabili. E di fronte alle raffica di eccezioni preliminari.
Se ne riparla questa mattina alle 10,30, con un calendario di lavori che riprendono lunedì pomeriggio e vanno avanti fino a tutto giovedì prossimo. Poi se ne riparlerà nell’udienza di fronte al Tar l’11 maggio.
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