Il presidio
Il Tar frena sugli aumenti delle concessioni cimiteriali
I cittadini si rivolgono al tribunale che sospende la validità delle nuove tariffe Per il sindaco lo stop non vale per tutti ma solo per chi ha presentato ricorso
MASSAROSA. Stop agli aumenti decisi dal Comune di Massarosa sulle concessioni cimiteriali. Il Tribunale amministrativo regionale ha pubblicato ieri la sentenza con la quale, sulla base del ricorso di alcuni cittadini rappresentanti dall’avvocato Massimiliano Micheli, dispone la sospensiva della delibera di consiglio comunale sul regolamento di polizia mortuaria, della successiva delibera di giunta con le tariffe 2015 e delle comunicazioni inviate dal Comune ai cittadini con le richieste di pagamento. Il tutto ritenendo la questione degli aumenti, per la quale a Massarosa è nato un comitato cittadino, meritevole di approfondimento nel merito: la prossima udienza è già fissata al 22 novembre prossimo.
I cittadini hanno vinto? Forse è presto per dirlo. Ma di certo sulla sentenza è già bagarre politica. Andiamo per ordine e partiamo dagli atti ufficiali. Il dispositivo del Tar è stringato ma dice fondamentalmente due cose. La prima: «Le questioni giuridiche poste in ricorso appaiono meritevoli di approfondimento». La seconda: «il ricorso risulta assistito dal necessario “periculum in mora”, in relazione alle conseguenze pregiudizievoli su tombe e cappelle di famiglia che potrebbero derivare dall’esecuzione degli atti impugnati». Dunque si sospende tutto. Ma per chi? Qui le interpretazioni sono diverse. Il Comune sostiene che la sentenza sia valida solo per i ricorrenti. L’avvocato Micheli, e non solo lui, ritengono - con il supporto della giurisprudenza in materia - che non sia così: la sospensione degli atti dell’amministrazione Mungai vale per tutti i cittadini, oltre mille, interessati al provvedimento e ai rincari. Ci sono famiglie che dal Comune hanno ricevuto richieste di pagamento anche di 20mila euro da liquidare in 15 giorni.
«Il Tar dà ragione ai cittadini» sostiene il consigliere comunale Alberto Coluccini dell’Associazione civica Massarosa. La sospensiva vale «per tutti gli atti amministrativi fin qui emessi dal Comune per gli effetti potenzialmente pregiudizievoli e lesivi in caso di applicazione nei confronti dei cittadini titolari di concessioni cimiteriali perpetue, che quindi a questo punto non sono ne applicabili ne hanno alcuna valenza giuridica. L’ordinanza di sospensione è nei confronti degli atti stessi emessi dal Comune e ha valenza per tutti generale e non soltanto per chi ha aderito al ricorso legale».
Di diverso avviso il sindaco, Franco Mungai: «Il ricorso- afferma- era stato presentato da cinque cittadini e solo nei loro confronti ha effetto la sospensiva del Tar, avverso la quale, comunque, questa amministrazione presenterà appello davanti al Consiglio di Stato, la cui decisione dovrebbe intervenire entro breve tempo. Siamo fiduciosi – conclude Mungai- che il Giudice, quando avrà modo di pronunciarsi nel merito, riconoscerà la legittimità del provvedimento, stante la solidità della normativa e le numerose sentenze favorevoli, su cui lo stesso è stato costruito. Ricordo che, in questo frattempo, continuerà ad essere efficace la delibera con la quale abbiamo deciso di procedere all’adeguamento del canone, nei confronti dei concessionari di tombe, loculi e cappelle cimiteriali perpetue.
«Per il comitato e i cittadini che avevano unito le forze è un primo passo importante - commenta infine l’avvocato Micheli - Il Tar accogliendo la sospensiva non ha specificato il fatto che vale solo per i ricorrenti e trattandosi di un atto di portata generale se ne desume che valga per tutti».
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