Travolto in bici da un’auto pirata a Camaiore
Grave operaio del Comune di Pietrasanta. L’appello della famiglia: «Non sappiamo neanche chi lo ha soccorso»
CAMAIORE. Aveva da poco inforcato la bici per andare a ricaricare il cellulare. Quando è stato travolto da un’auto. Una Suzuki Vitara, secondo quanto raccontato da lui stesso ai familiari, che poi è fuggita. Portato al pronto soccorso dell’ospedale Versilia, è stato trasferito a Livorno. Le sue condizioni sono gravi.
Vittima dell’ennesimo pirata della strada è Andrea Bucci, 39 anni, operaio in forza al Comune di Pietrasanta e da qualche tempo residente con madre e fratello nella zona della Pieve di Camaiore. Proprio da queste parti, in via di Rosi, è avvenuto venerdì 29 gennaio l’incidente: Bucci era appena uscito di casa. «Non sappiamo neppure chi lo ha soccorso - spiegano i familiari dell’uomo - ecco perché rivolgiamo un appello a loro. O a chi eventualmente sapesse qualcosa dell’accaduto».
Proprio il modo in cui sono avvenuti i fatti ha reso più complicata la ricostruzione della dinamica. A cui ha contribuito la stessa vittima dell’incidente: Bucci, nonostante le sue condizioni - è ancora in prognosi riservata - è riuscito a fornire ai familiari alcuni frammenti di ricordi. Tra questi, il vetro rotto dell’auto che lo ha investito. «Venerdì scorso, intorno alle 23,30 - afferma Emilia Pretini, la madre di Andrea - mio figlio è uscito con la bici per fare una ricarica al telefono. Noi siamo andati a letto: lui non era ancora tornato, ma non ci siamo preoccupati perché non era così tardi. Verso le 3,30, però, ci hanno chiamato dal pronto soccorso dell’ospedale Versilia. Informandoci di ciò che era successo».
A quel punto i familiari di Andrea sono corsi al “Versilia”. «Le sue condizioni sembravano disperate - continua la madre - i sanitari hanno deciso di trasferirlo a Livorno, visto il brutto trauma cranico causato dall’incidente». Una volta arrivato nell’ospedale labronico, Bucci è stato sottoposto ad ulteriori accertamenti. Che non hanno evidenziato la necessità di sottoporlo a un intervento chirurgico. Le sue condizioni, a distanza di qualche giorno, restano gravi: la prognosi è ancora riservata e non può dirsi fuori pericolo. Ma ha ricominciato a parlare e a fornire anche indicazioni su ciò che si ricorda dell’accaduto.
«Ci ha parlato di una Suzuki Vitara che lo ha investito, per poi fuggire - dice la madre - Lui si ricorda di aver battuto contro il vetro, e poi più nulla. Abbiamo cercato di capire anche chi lo ha soccorso, per avere ulteriori informazioni. Però sappiamo solo che sono state due persone a chiamare il 118. Così abbiamo presentato denuncia ai carabinieri di Camaiore, e chiesto l’aiuto di un avvocato per ricostruire la dinamica dell’accaduto. E trovare così il colpevole». La famiglia di Andrea Bucci, perciò, rivolge un appello: «Invitiamo chiunque fosse in grado di fornire informazioni utili alla ricostruzione dell’incidente a rivolgersi all’avvocato Vittorio Landolfi di Viareggio».
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