Il Tirreno

Versilia

Arrestati i rapinatori del Vialone La vittima: ho creduto di morire

di Matteo Tuccini

Lo hanno seguito mentre faceva jogging, poi gli hanno messo le mani al collo e l’hanno fatto svenire «Sono malato di cuore, ho pensato al peggio». La polizia è riuscita a individuarli grazie a un graffio

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VIAREGGIO. «Quando li ho visti ho capito subito che c’era qualcosa che non andava. Ho cercato di girare al largo, ma loro mi hanno seguito. E mi hanno aggredito. Uno di loro mi ha messo le mani al collo come per strozzarmi, poi sono svenuto. In quel momento ho creduto di morire».

A parlare è la vittima della rapina avvenuta venerdì pomeriggio in fondo al viale Europa in Darsena, nei pressi della pineta della Lecciona. L’uomo, 72 anni, chiede che non venga rivelato il suo nome «perché ho paura: in trent’anni che vivo qui è la prima volta che mi capita una cosa del genere». Per fortuna i due rapinatori sono stati arrestati dalla polizia a distanza di pochi minuti dall’aggressione: si tratta di due romeni di 18 e 19 anni, residenti in Versilia, uno dei quali è incensurato. Gli inquirenti - che non hanno fornito il nome dei giovani banditi - li hanno già portati in carcere a Lucca.

Il fatto è avvenuto intorno alle 15,30 di venerdì. L’anziano, come ogni giorno, va a fare jogging nella zona della Marina di Levante. Lo fa perché si sente bene a farlo. Perché anche se è malato di cuore e ha due bypass, stare all’aria aperta e fare una corsetta gli migliora la qualità della vita. E poi lo fa perché lui, viareggino doc, vuole godersi la sua città dopo aver raggiunto la meritata pensione.

Il percorso è sempre lo stesso, così come l’obiettivo: la pineta della Lecciona. Una volta arrivato sul Vialone, all’altezza di una traversa che porta sul viale dei Tigli, l’uomo vede due volti non proprio amichevoli. Capisce che non solo lì per divertirsi o per fare sport, a differenza sua. Pensa di starsene alla larga. Però i due lo vedono, e dato che a quell’ora e in quel luogo non c’è quasi nessuno in giro, lo individuano come vittima ideale per una rapina. Cominciano a seguirlo.

Sembra una di quelle scene da thriller, in cui si sente il respiro sempre più ansimante della vittima in fuga alternato ai passi degli aggressori. E loro, i due giovani, riescono a raggiungere la vittima nella zona sterrata che collega il Vialone alla Lecciona. Uno arriva alle spalle dell’anziano e gli stringe le mani attorno al collo, l’altro gli blocca le mani. «Sono stati momenti da incubo - racconta l’uomo il giorno dopo - credevo volessero strangolarmi. Ho cercato di liberarmi e ho graffiato al volto uno dei due rapinatori. A un certo punto ho perso i sensi, forse anche per lo choc visto che temevo di morire. È in quel momento che, con ogni probabilità, mi hanno frugato dappertutto. Non trovando altro che l’orologio al polso. Che hanno preso per poi scappare».

Per fortuna l’anziano riprende i sensi nel giro di pochi minuti. Si rialza, comincia a chiedere aiuto disperato e con la voce rotta. Sul posto arrivano dei passanti, che gli raccontano di aver visto due ragazzi fuggire. Scatta la chiamata al 118 e alla polizia. L’ambulanza della Croce rossa porta la vittima al pronto soccorso dell’ospedale Versilia, dove l’uomo viene ricoverato per alcune ore per accertamenti: necessari, non tanto per le ferite al collo e al polso - che non sono gravi - quanto per la sua condizione di malato di cuore. Nel frattempo la polizia dà la caccia ai banditi nella pineta. E li blocca dopo un breve inseguimento, collegandoli al fatto anche grazie al graffio di uno di loro.

«Mi sento un sopravvissuto - racconta l’anziano - Non so se volevano uccidermi, probabilmente no. Ma ci sono andati vicini. Nonostante questo, non riesco ad essere intollerante o ad avercela col mondo. Questi ragazzi sono due disperati. Per quanto mi riguarda, sconfiggerò la paura continuando a fare jogging come ho sempre fatto».

@matteotuccini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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