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Festival di novità (pure troppe...)
Non hanno convinto il taglio della conduzione e la mancata riproposizione dei ritornelli delle canzoni
PIETRASANTA. Chi invocava da anni qualche novità nell'impostazione del Festival della Canzone e del Teatro dialettale di Pietrasanta può dirsi soddisfatto. La prima serata ha infatti regalato una profonda sterzata rispetto al canovaccio ormai classico della manifestazione, da tutti i punti di vista. Ma, come tutti i tentativi di cambiamento non è detto che siano riusciti, e così è stato. A cominciare proprio dal nuovo taglio che si è voluto dare alla conduzione.
Dopo i “cicloni” Lauro Lenzoni e il duo Galeotti-Barsanti, si è praticamente tornati indietro di sette-otto anni, tanto per capirci a quando il ruolo era di Alessandro Alessandrini, con un canovaccio molto approssimativo e molteplici errori talvolta anche troppo evidenti. Scelta rispettabilissima, ci mancherebbe, ma la proposta di Antonella Carignani non può considerarsi azzeccata.
La presentatrice, e così la definiamo e non conduttrice, tutt’altra cosa, si è limitata a fare la scarna cronaca di ciò che avveniva sul palco, senza lasciarsi andare a niente che la scaletta non prevedesse e senza interagire col pubblico, cosa che negli ultimi anni era sempre avvenuta, e che ha sempre pagato. Anche le riflessioni ad alta voce proposte sugli schermi laterali al palco di Lora Santini, Marcello Forconi e della stessa Carignani sono apparse poca roba. Ma la Lora ha troppa esperienza e troppo mestiere per aver deciso questo brusco cambio di rotta senza una logica, cosa che cercheremo di capire nei prossimi giorni.
Bella invece la risposta del pubblico che, al contrario della “prima” del 2015, ha riempito il teatro comunale e tributato i giusti applausi agli artisti. Da sottolineare invece i tempi accettabilissimi della prima serata, che pur includendo undici canzoni e cinque scenette, si è conclusa in circa due ore e mezza, un ottimo risultato.
L’ultima novità è stata l'ingresso della nuova Contrada La Torre, che si è affidata a due artisti eccellenti come Sabrina Leonardi e Vittorio Crott, che hanno fatto un figurone. Peccato per l’assenza sul palco di Miss Carnevale, peraltro annunciatissima nel programma e sulla stampa, e per la mancanza di un appuntamento ormai classico per lo Sprocco: la riproposizione dei ritornelli delle canzoni nel gran finale, con tutti gli interpreti insieme sul palcoscenico. Anche queste scelte (o almeno crediamo che lo siano state) da capire.
Per ciò che riguarda le canzoni, c’è un discreto livellamento: manca il brano “top”, ma anche quello “flop”, per cui la lotta sarà dura. La qualità delle canzoni è mediamente discreta e il lavoro della Giuria non sarà facile.
C’era curiosità intorno al brano della Collina, dopo la clamorosa esclusione dello scorso anno, ma anche, come detto, per La Corte e per qualche altra proposta interessante, e le valutazioni le esprimiamo a parte.
Le scenette ricalcano più o meno gli standard degli anni passati, con più bassi che alti. A costo di diventare monotoni, un “dieci e lode” va all’orchestra, sempre superlativa.
Una nota importante: la prima serata si è aperta con l'intervento del sindaco Massimo Mallegni, che ha chiesto un minuto di silenzio al pubblico per ricordare la Giornata della Memoria.
Archiviate le prime due serate, saranno tre le contrade a giocarsi, questa sera, il podio più alto nella Scartocciata, la rassegna che premia la migliore scenetta dialettale. Un’altra novità nella formula - fino allo scorso anno i riconoscimenti venivano assegnati nella serata conclusiva del sabato - che è stata voluta dall’assessore Lora Santini.
Un anno fa ad alzare in alto i calici furono i contradaioli della Collina. Ma di non solo scenette vivrà il terzo appuntamento con la Canzonetta visto che sul palco ritroveremo le undici ugole chiamate a rappresentare, dalle ore 21, i vessilli di altrettante contrade. In attesa dell’esibizione della serata finale di domani a cui seguirà la proclamazione della contrada vincitrice.
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