Il presidio
Va a bando la banchina Maestri d’ascia
Sarà pubblicato a metà di febbraio e prevede l’assegnazione anche della gestione dei servizi
VIAREGGIO. Il bando sarà pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione Toscana (Burt) intorno alla metà di febbraio, come annuncia Fabrizio Morelli, ma ormai è ufficiale: la concessione della banchina Maestri d’ascia e Calafati e della porzione di specchio acqueo relativo sarà messa ad evidenza pubblica. Vi sarà, quindi, una gara «con i requisiti fissati per le concessioni dal Regolamento che l’Authority ha approvato», spiega Morelli, che dell’Autorità regionale è il segretario. Un bando che si “giocherà” sull’offerta economicamente più vantaggiosa («ma non più di dieci punti su cento», spiega Morelli), sull’offerta tecnica e sul progetto che su quello spazio pubblico si andrà a realizzare. Nell’interesse di chi la gestirà e di quello collettivo. La base d’asta, ricorda Morelli, sarà il canone ministeriale.
Chi concorrerà lo farà per aggiudicarsi «l'occupazione e l''uso di banchina, e relative pertinenze, per metri lineari 72 (settantadue) a partire dallo spigolo sud-est, lato via Coppino, per una superficie complessiva massima di 1634.40 metri quadrati, di cui 194,40 di banchina (72 m x 2.70 m) e di 1584 di specchio acqueo asservito ( 72 m. x 22 m.) da destinare quale accosto e ricovero di natanti ed imbarcazioni da diporto di dimensione non superiore a 14 metri fuori terra e realizzazione di servizi complementari». Questo significa che chi si aggiudica banchina e acqua, gestisce anche i servizi (acqua e luce) senza i quali non c’è approdo che tenga.
La svolta è di quelle epocali. Per arrivarci è stato necessario un atto di rinuncia, della Capitaneria di porto nazionale, alla porzione di banchina che a guardia costiera e altri mezzi militari spettava come da accordi raggiunti con il Comune al termine di un braccio di ferro durato anni del quale vi è traccia palese nei numerosi atti amministrativi che riguardano quella banchina. Oggi, chi l’avrà in concessione - il bando lo specificherà - dovrà all’occorrenza fare spazio ai mezzi della guardia costiera (anche visto il confine con il cantiere Codecasa che li costruisce).
Un altro pezzo di porto diventa più trasparente. In particolare una banchina contesa ed oggetto di molteplici contestazioni, a partire dal fatto - sotto gli occhi di tutti - che i mezzi della Capitaneria e quelli militari lì non hanno mai ormeggiato. Ma non c’è da stupirsi più di tanto, in un porto in cui alla contestazione dei carabinieri del Nucleo investigativo di Lucca - che lo hanno setacciato per lungo e largo nel corso dell’inchiesta che ha poi portato all’arresto dell’allora nostromo - un amministratore delegato di cantiere navale rispondeva: «Credevamo fosse casa nostra», E che, quindi, si potesse far pagare per vent’anni fior di ormeggi sulle banchine pubbliche...(d.f.)
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