Il presidio
La crisi Cerpelli sul tavolo del governatore
Mercoledì Neri e sindacati saranno ricevuti in Regione Mozione unitaria presentata dai consiglieri di Lega e Pd
QUERCETA. Il caso dei 30 lavoratori della ex Pompe Cerpelli all’esame della Regione. Mercoledì 3 febbraio, alle 9.30, il sindaco Ettore Neri sarà ricevuto, insieme agli operai, nella sede della presidenza da Gianfranco Simoncini, consigliere per il lavoro del governatore Enrico Rossi. L’incontro si svolgerà a Sala Psiche, a palazzo Strozzi Sacrati, in piazza Duomo a Firenze. All'incontro parteciperanno anche le segreterie provinciali di Fiom Cgil, Fim Cisl, Uilm Uil.
La volontà dell'Amministrazione Comunale - ha ribadito ieri Neri - è quella di lavorare e tentare ogni possibilità di mediazione e confronto per cercare una risoluzione nell’interesse del territorio, che possa salvaguardare prima di tutto i lavoratori. «Stiamo facendo il possibile – ha sottolineato il sindaco - per evitare il peggio. Sono a rischio decine di posti di lavori e pertanto decine di famiglie subiranno gravi conseguenze, economiche e sociali, se l'azienda dovesse perseguire nelle decisioni annunciate. Il nostro intento è quello rimanere al fianco dei dipendenti e così faremo, supportati anche dall’intervento delle altre istituzioni che si stanno mobilitando per scongiurare la chiusura dell'azienda».
Sempre il 3 febbraio, inoltre, alle ore 17 si terrà il consiglio comunale nel quale il primo punto all'ordine del giorno sarà, appunto, la situazione della Ex Cerpelli.
Il caso dei 30 licenziamenti alla Cerpelli approda in Regione grazie a una mozione bipartisan presentata dai consiglieri regionali eletti in provincia di Lucca, Elisa Montemagni (Lega Nord), Stefano Baccelli e Ilaria Giovannetti (Pd). La mozione, che sarà all'ordine del giorno in Aula la prossima settimana, se approvata impegnerà il presidente della giunta toscana «ad aprire urgentemente, anche attivandosi presso il ministero competente, un tavolo di trattativa fra le parti in causa (proprietà, lavoratori ed enti locali) per cercare di trovare una soluzione adeguata a salvaguardare la produzione in loco e i livelli occupazionali». Inoltre, il documento richiede un impegno per «attivare, anche nell'ambito degli strumenti della programmazione europea, misure economiche in grado di sostenere le aziende toscane in difficoltà al fine di tutelare l'occupazione e il patrimonio industriale della regione».
«La vicenda riguardante l'azienda Cerpelli - afferma Montemagni - è molto grave ed interessa un importante segmento dell'industria versiliese che merita il massimo sostegno. Tutte le istituzioni devono fare immediatamente e concretamente la loro parte e non spendere solo le classiche e spesso inutili parole di solidarietà nei confronti delle persone coinvolte e dei loro familiari».
«Questa crisi aziendale - spiega Baccelli - non colpisce solo il comune di Seravezza, ma l'intera Versilia, sia per quello che la chiusura della Cerpelli potrebbe comportare per 30 lavoratori e le loro famiglie, sia per quello che questa realtà ha rappresentato nel nostro territorio».
«Quando si tratta di salvaguardare il lavoro e di conseguenza le famiglie e le vite stesse di quanti lavorano in una azienda - conclude Giovannetti - non esistono parti politiche o barricate, ma il solo impegno politico per il quale siamo chiamati a lavorare. La chiusura della Cerpelli, inoltre, mina non solo la vita delle persone ma anche l'intero tessuto produttivo della Toscana».
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