Senza esito le ricerche degli inquinatori della Fossa dell’Abate
LIDO. Il condizionale è ancora d’obbligo ma ormai veri dubbi non ce ne sono: lo sversamento di gasolio nella Fossa dell’Abate di giovedì scorso sarebbe - è - da considerarsi di origine dolosa. Resta...
LIDO. Il condizionale è ancora d’obbligo ma ormai veri dubbi non ce ne sono: lo sversamento di gasolio nella Fossa dell’Abate di giovedì scorso sarebbe - è - da considerarsi di origine dolosa. Resta però ignota l’identità del responsabile (o dei responsabili): e sarà molto difficile individuarla. Una notizia che non può fare certo piacere al Comune di Camaiore, che si troverà costretto a pagare quindi di tasca propria (ossia con il contributo economico dei cittadini) le operazioni di pulizia e bonifica dello specchio d’acqua che separa il suo territorio da quello di Viareggio.
Il problema della suddivisione dei costi tra le due cittadine, ipotizzato in un primo momento, infatti non si porrà: spetterà totalmente a Camaiore pagare una cifra tra i cinque e i diecimila euro per eliminare il rifiuto inquinante, dato che proviene proprio dal suo territorio. Il gasolio infatti, secondo quanto appurato dal Consorzio di Bonifica e dai tecnici dell’Ufficio Ambiente camaiorese, proverrebbe da uno sbocco della fognatura bianca di Lido: l’ipotesi più plausibile è che qualcuno abbia tentato di smaltire una quantità ancora indefinita di miscela in un tombino poco distante dal canale. Un indizio ancora troppo vago per permettere a chi ha svolto le indagini di risalire a un colpevole.
Dalla tarda mattinata di ieri la ditta Biagi Nicola, specializzata nel servizio di smaltimento di acque reflue, si è messa all’opera per la pulizia del fosso e l’aspirazione di quanto rimasto del gasolio sversato. C’è comunque da dire che l’immediato intervento del Consorzio di Bonifica ha ben tamponato l’emergenza, contenendo il danno ambientale che, a quanto risulta, è stato molto limitato. Circa l’80% del gasolio rinvenuto è rimasto all’interno dell’idrovora che pompa acqua nel canale, non sfociando quindi nelle sue acque.
Sulla questione l’amministrazione camaiorese al momento preferisce tacere, evitando qualsiasi commento. Da Palazzo Civico si attendono notizie più chiare e definitive prima di affrontare apertamente una questione tutt’altro che banale. Dal canto suo cercherà di mantenere viva la fruttuosa collaborazione con il Consorzio di Bonifica, tenendo monitorata la situazione in attesa di sviluppi concreti e di eventuali novità.
Alessandro Bracci
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