È il giorno del giudizio sul ricorso di Baldini
Il Tar deve decidere se respingere o accogliere la richiesta di riconteggiare i voti che hanno escluso dal ballottaggio il candidato sindaco del centrodestra
VIAREGGIO. Sette mesi dopo il verdetto delle urne, a Viareggio il tema del giorno sono ancora le elezioni. Quelle che hanno decretato sindaco Giorgio Del Ghingaro. Oggi il tribunale amministrativo regionale è chiamato a pronunciarsi sul ricorso presentato dal candidato del centrodestra Massimiliano Baldini, rimasto fuori dal ballottaggio per soli ventisette voti in meno rispetto a quelli ottenuti dal candidato del Partito democratico Luca Poletti.
Baldini contesta la regolarità delle operazioni elettorali in particolare in quattro sezioni: 2, 3, 32 e 34. Le motivazioni: nella 2 sarebbero stati ammessi a presenziare due rappresentanti del Comune non identificati dal presidente; nella 3 il verbale finale non è risultato sottoscritto da tutti gli scrutatori; nella 32 l'ufficio sarebbe stato ricostituito in maniera irregolare; nella 34 due componenti assenti erano stati sostituiti senza registrare il nome dei sostituti. Per questo - “formalismi” secondo i legali dell’amministrazione - nelle quattro sezioni è stata richiesta la ripetizione del primo turno elettorale.
In subordine viene richiesto il riconteggio delle schede in dieci sezioni: 2, 3, 14, 28, 29, 34, 35, 38, 46 e 51. Questo per presunte irregolarità nell’assegnazione dei voti (furono 927 le schede annullate, anche se nessuna allora venne contestata dai rappresentanti delle varie liste).
La questione è già stata affrontata dal tribunale amministrativo regionale l’8 ottobre scorso ma senza una sentenza definitiva: il giudice amministrativo, dopo avere dichiarato ammissibile il ricorso, ne ha infatti rinviato l’esame ad oggi. Con una prescrizione: la notifica del ricorso da parte di Baldini a tutti i soggetti coinvolti nella vicenda, ovvero, oltre a Luca Poletti, a tutti gli altri consiglieri comunali. Questo perché la sentenza - nel caso dovesse disporre il riconteggio e da ciò dovesse scaturire un risultato elettorale differente, magari anche solo nell’assegnazione delle preferenze - potrebbe produrre effetti anche su alcuni di loro. Da qui il diritto di tutti a essere presenti nel giudizio.
Baldini ovviamente ha provveduto ma non ha notificato l’atto agli assessori Sandra Mei e Rossella Martina, entrati in giunta dopo essere stati proclamati eletti consiglieri il 18 giugno. Per questo Del Ghingaro ha presentato opposizione formale al ricorso, contestando appunto il difetto di notifica a tutte le parti interessate dal procedimento. Insomma una vicenda ormai degna dei migliori azzeccagarbugli, che finalmente - a meno di ulteriori rinvii - è giunta all’epilogo. Resta da vedere se il tribunale deciderà stasera stessa oppure si prenderà qualche giorno (massimo dieci) per emettere la sentenza.
Tre gli scenari possibili a questo punto: il Tar accoglie l’opposizione di Del Ghingaro e annulla il ricorso; il Tar accoglie il ricorso, dispone il riconteggio dei voti, ma il risultato finale viene confermato; il Tar dispone il riconteggio oppure la ripetizione del primo turno elettorale in quattro sezioni, Baldini recupera i 27 voti che lo separano da Poletti, e a quel punto si riconvoca il ballottaggio. Ipotesi quest’ultima che comunque vada non si realizzerà, perché Del Ghingaro ha già detto che lui non si ricandiderebbe. Quindi tornerebbe il commissario prefettizio e a giugno di nuovo tutti alle urne.
C’è poi un altro scenario che si potrebbe configurare dopo la decisione del tribunale amministrativo: la sentenza viene appellata e così per chiudere la storia bisognerebbe attendere il giudizio del Consiglio di Stato.
«I giudici valuteranno il diritto dei cittadini, dei viareggini e dei torrelaghesi, ad avere un procedimento elettorale corretto - dice Baldini - in nome dei principi costituzionali e nel rispetto di chi è andato a votare, non solo per me, mi è sembrato doveroso far verificare quanto accaduto».
Nessun commento invece da parte di Del Ghingaro, che fino all’ultimo ha ripetuto di non dare importanza a questo appuntamento «perché ho da fare il mio mestiere di sindaco».
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