Il Tirreno

Versilia

Caso Iacconi, tensione in tribunale

di Matteo Tuccini

Urla contro gli accusati: «Assassini, dove li avete messi i caschi?». Udienza rinviata per una dimenticanza

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VIAREGGIO. Nuovi momenti di tensione ieri mattina in tribunale a Lucca tra gli amici di Manuele Iacconi - ucciso a 34 anni in un pestaggio a colpi di casco in Darsena - e i giovani accusati del delitto. Contro cui sono state rivolte delle grida: «Assassini, dove li avete messi i caschi?». Tensione che, per fortuna, non si è tradotta in uno scontro. Grazie anche alla presenza di alcuni esponenti delle forze dell’ordine.

È stato questo il momento più difficile di una giornata che ha prodotto un nulla di fatto dal punto di vista giudiziario. Con un rinvio che mette ulteriormente alla prova i familiari e chi ha voluto bene a Manuele. Ieri il diciottenne già condannato per l’omicidio di Iacconi, morto un mese dopo l’aggressione del 31 ottobre 2014, avrebbe dovuto ricostruire quella notte in via Coppino. Ma l’incidente probatorio di fronte al giudice per le indagini preliminari, chiesto e ottenuto dalla Procura, non si è svolto a causa della mancanza di alcuni atti, in particolare del verbale di un vecchio interrogatorio.

Il ragazzo - di cui non scriviamo il nome perché minorenne all’epoca dei fatti - dovrà tornare in tribunale il 4 maggio. Lì sarà sottoposto a un nuovo interrogatorio di fronte ad altri due giovani di 20 e 19 anni, Federico Bianchi e Alessio Fialdini, presenti anche ieri e indagati per l’omicidio (un quarto indagato è ancora in attesa di capire se verrà processato). Tecnicamente si tratta, appunto, di un incidente probatorio, uno strumento giudiziario con cui si acquisiscono prove o testimonianze che rischiano di non arrivare al processo. Ma assomiglia a un confronto all’americana, con tanto di eventuale riconoscimento da parte del ragazzo interrogato di chi lo aiutò a pestare Manuele. Ammesso che qualcuno lo abbia fatto, ovviamente.

L’obiettivo della Procura, infatti, è mettere alle strette il giovane che si era autoaccusato come unico autore del delitto. E che al momento è il solo finito sotto processo e condannato a dodici anni di carcere (oggi si trova recluso in una comunità di Parma). Gli inquirenti, basandosi anche su alcune sue parole, sono convinti che non sia stato il solo a picchiare a colpi di casco Manuele. E proprio per accertare eventuali responsabilità degli altri indagati - in particolare di Fialdini, che sembra quello maggiormente nel mirino - il pm Sara Polino ha fatto una richiesta di incidente probatorio. A cui il gip del tribunale lucchese ha acconsentito. Nessuna novità, invece, dai test che la polizia scientifica ha fatto sui caschi e i vestiti dei giovani sotto accusa. Dalle parole del ragazzo condannato e da questi test si capirà se altri dovranno affrontare un processo.

@matteotuccini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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