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Rinviato il congresso Pd torna tutto in discussione
La clamorosa decisione annunciata ieri a tarda sera ai candidati alla segreteria che si preparavano a contendersi il voto degli iscritti nell’assemblea di domani
VIAREGGIO. Era già tutto pronto. Il congresso dei due circoli territoriali del Pd di Viareggio e Torre del Lago doveva tenersi domani e domenica nella sede di via Regia 68 e nella sala polifunzionale della Circoscrizione in viale Marconi 225: questo sulla base dell’indicazione politica emersa nel dibattito pre congressuale che aveva spinto per fare coincidere i circoli territoriali con le due città di cui è composto il Comune e per dare vita poi subito dopo al Congresso. C’erano già anche i candidati alla segreteria, l’elenco degli iscritti aventi diritto al voto, i possibili componenti della prossima assemblea comunale.
Invece niente. Come un vero e proprio colpo di scena, ieri a tarda sera da Roma è arrivata la notizia che il congresso non si fa. Rinviato. Inutile sottolineare l’effetto che può aver fatto questo annuncio sul popolo del Pd che si apprestava all’appuntamento.
Motivazione del rinvio - come spiega il segretario regionale Dario Parrini - è la decisione degli organismi nazionali di prorogare i termini di apertura per l’iscrizione al partito fino al 31 gennaio. Decisione che la segreteria regionale ha fatto sua chiedendo il rinvio dei congressi già convocati. Molto probabilmente - sottolinea Parrini - si terranno a febbraio.
Certo è che questa decisione calza a pennello per riaprire i giochi all’interno del Pd viareggino. Dove la questione - chiave - è evidente a tutti: si chiama Giorgio Del Ghingaro. Può permettersi il Partito Democratico di tenere fuori dall’uscio un sindaco che - sia pure candidato in alternativa a quello ufficiale del partito – ha vinto le elezioni e governa la città da una posizione di centrosinistra, con il sostegno della senatrice democratica Manuela Granaiola e con l’appoggio più o meno dichiarato di fette significative del Pd viareggino? Evidentemente no. Vedremo se queste settimane che separano dalla convocazione del congresso favoriranno l’apertura di una nuova stagione per quanto riguarda il dibattito interno al partito e i rapporti tra il Pd viareggino e l’amministrazione comunale, con un segno diverso da quello che ha contraddistinto questi mesi post elezioni.
Il congresso - quando si terrà - dovrà eleggere il segretario della Unione comunale e l’Assemblea comunale di 44 componenti (36 dal Circolo di Viareggio e 8 da Torre del Lago) nonché i segretari e i direttivi di Circolo. Per questo - come ricordava ancora ieri mattina il segretario della federazione e commissario del partito a Viareggio Giuseppe Dati - erano state presentate nei termini previsti dal regolamento due candidature alla segreteria, quella di Filippo Guidi e quella di Lorenzo Franceschi. Il primo, ex presidente di Sea Risorse con l’amministrazione Betti, sostenuto dallo stesso Dati, il secondo, tra i promotori dell’associazione “Adesso Viareggio”, invece viene definito “renziano”. Quest’ultimo appena ieri mattina aveva diffuso alla stampa la piattaforma politico programmatica della sua candidatura. Ma ieri sera è finita nel congelatore.
Luciano Menconi
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