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LA POLITICA GUARDI OLTRE LO SCONTRO
di VALENTINA LANDUCCI C’è una distanza reale, quasi una incomunicabilità tra chi si affaccia alla porta di un ufficio pubblico nelle vesti del “bisognoso” - come i lavoratori licenziati nel...
di VALENTINA LANDUCCI
C’è una distanza reale, quasi una incomunicabilità tra chi si affaccia alla porta di un ufficio pubblico nelle vesti del “bisognoso” - come i lavoratori licenziati nel fallimento della Viareggio Versilia Congressi - e chi sta dall’altra parte, dalla parte degli amministratori pubblici che mettono inevitabilmente nel conto (e a prescindere dalla propria volontà) anche sacrifici di piccoli o di grandi gruppi di cittadini in nome di una soluzione nell’interesse collettivo. È una distanza difficile da accettare ma comprensibile. Cosa che, invece, non succede quando questa distanza dovuta alla legittima diversità di “interessi” - il lavoratore che ha perso il lavoro, l’ente chiamato a rimettere in moto la città - si trasforma in scontro politico esasperato al punto da fare dell’avversario il nemico da annichilire senza guardare in faccia a nessuno, neppure all’ex dipendente da mesi senza stipendio. Crediamo che da un amministrazione che ha fatto del cambiamento la sua bandiera ci si debba aspettare determinazione, scelte coraggiose anche se difficili, perché no una certa sfrontatezza. Non la riproposizione di modelli vecchi e incomprensibili di una politica autoreferenziale. Perché è vero che il fine giustifica i mezzi: ma, banalmente, è sul fine che si gioca il futuro di Viareggio.
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