Il Tirreno

Versilia

Addio a Ciofi l’ultimo maestro che lavorava l’oro

di Matteo Tuccini

Gioielliere e orologiaio conosciutissimo: aveva 74 anni «Ha onorato la sua passione e il suo lavoro fino all’ultimo»

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LIDO DI CAMAIORE. Se n’è andato l’ultimo maestro che conosceva i segreti dell’oro. «Fortunato Ciofi era un artista»: non fa fatica a dirlo Fabrizio Tabarrani, l’uomo che con lui ha lavorato una vita e che era suo socio nella gioielleria aperta all’Esselunga. Un artista che ha onorato la sua passione fino all’ultimo, nonostante la malattia degenerativa che da qualche anno gli rendeva impossibile fare quasi tutto. Malattia che gli è stata fatale: Ciofi è scomparso ieri a 74 anni. Lascia la moglie Anna e i figli Mario ed Elisa. Oggi alle 16,30 i funerali alla Badia di Camaiore.

La famiglia Ciofi era arrivata a Lido nel 1967. Fortunato era nato in Libia, da una famiglia di coloni italiani: dopo essere tornato in patria, aveva iniziato a lavorare alla Fiat a Pisa. Artigiano lo era nell’animo, del resto: qualsiasi fosse la macchina che gli stava davanti. E proprio alla fine degli anni Sessanta, in nome della sua passione artigiana, aveva aperto la sua prima attività di orologiaio in via del Fortino. Con lui la moglie Anna, originaria di Camaiore, sua compagna anche nella professione. E poi i figli Mario ed Elisa.

L’attività ebbe successo. Fortunato Ciofi non era “solo” un orologiaio, ma un vero e proprio maestro orafo. Non a caso aveva il suo laboratorio, dove realizzava gioielli su misura come richiesto dai clienti. Nasceva quindi il punto vendita di piazza Lemmetti; poi la famiglia faceva il bis aprendo un negozio gemello in Passeggiata. Un’altra attività veniva aperta all’Esselunga, a conferma del grande successo di quello che era diventato - ed è tutt’oggi - un marchio e una garanzia di qualità.

Fortunato ha continuato ad aggiornarsi e a dare il massimo per quella che era la sua passione, oltre che il suo lavoro, fino alla diagnosi della malattia. Negli ultimi anni la sua vita si era complicata, ma con orgoglio continuava a seguire l’attività presa in mano dal figlio Mario. «Una persona gioviale, che ha fatto del bene a tutti - è il ricordo di chi ha lavorato con lui - Un maestro: i suoi anelli in particolare erano realizzazioni eccellenti».

La notizia della sua scomparsa ha rattristato i colleghi commercianti e in generale tutti coloro che lo conoscevano e lo apprezzavano.

Anche il sindaco Alessandro Del Dotto si è unito al cordoglio per la scomparsa di Fortunato Ciofi, «artigiano orafo e imprenditore che ha saputo arricchire la nostra comunità con la sua storica attività commerciale». Il sindaco e l’amministrazione comunale tutta hanno espresso «vicinanza alla famiglia Ciofi in questo momento di dolore».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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