Il Tirreno

Versilia

Visite Asl, un’odissea I sindaci all’attacco

di Matteo Tuccini
Visite Asl, un’odissea I sindaci all’attacco

Neri: penalizzato chi ha meno soldi e non può andare dal privato

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VIAREGGIO. «È inaccettabile penalizzare chi ha meno soldi e non può aggirare le code all’Asl andando dal medico privato. E se qualcuno pensa di agevolare, con l’allungamento delle liste d’attesa, proprio questo tipo di deriva dell’assistenza sanitaria pubblica, magari a favore anche delle associazioni di volontariato, si sbaglia di grosso».

Dopo la lettera del sindaco di Camaiore Alessandro Del Dotto, inviata anche alla Regione, è Ettore Neri a chiarire la posizione dei sindaci versiliesi sulle liste d’attesa infinite per visite ed esami medici. Il caso del bambino che deve attendere un anno per una visita neuropsichiatrica - vicenda che ha fatto prendere carta e penna a Del Dotto - è solo la punta dell’iceberg. È di questi giorni la telefonata di una paziente al Centro prenotazioni per una visita ginecologica «che non è disponibile neppure in libera professione». Il sistema, insomma, sta collassando. Perché c’è meno personale e ci sono meno risorse da gestire per le prestazioni in convenzione.

Perciò usa parole forti, Neri: vuole evitare che qualcuno pensi che sulla sanità il Pd versiliese sia un po’ troppo adagiato sulle politiche regionali. E in particolare sulla riforma sanitaria che ha visto la creazione di tre superAsl, con la Versilia inglobata nell’area tirrenica.

«Voglio fare una premessa: la riforma in sé e per sé non c’entra - dice Neri, che rappresenta i cittadini versiliesi sulle questioni sanitarie come presidente della Conferenza dei sindaci - Io sono favorevole al progetto della giunta regionale, che tiene conto di una riduzione di risorse disponibili. L’obiettivo di questo cambiamento dev’essere l’eliminazione dei doppioni. Ad esempio la cardiochirurgia a Massa e non a Pisa, la neurochirurgia a Livorno o a Pisa e non tutt’e due (aggiungiamo noi la sequela di ospedali massesi, con la ciliegina recente del Nuovo ospedale apuano, ndr). I risparmi derivanti da queste scelte, che devono essere fatte, dovranno essere reinvestiti nei due colli di bottiglia della nostra sanità: il pronto soccorso e le liste d’attesa. Sono queste le barriere che rendono difficile ai nostri cittadini l’accesso ai servizi». Che tipo di investimenti? Il primo, il più ovvio, è il via ad assunzioni che riportino la situazione dell’ospedale di Lido a una dimensione adeguata rispetto alle prestazioni offerte. «Se i risparmi dati dalla riforma - dice Neri - non verranno spesi per migliorare questi servizi, l’obiettivo del progetto sarà tradito. E a quel punto anche noi saremmo pronti a dare battaglia contro la Regione». È possibile che ci sia un’eventualità del genere? Neri si fa sibillino: «Mi auguro solo - dice - che con l’allungamento delle liste d’attesa nella diagnostica non si prepari il terreno a un ruolo sempre più forte degli studi medici privati o delle associazioni di volontariato, Misericordie e Pubbliche assistenze. Questo non lo accetto per la storia che abbiamo alle spalle». Per quanto riguarda il ruolo della Versilia nella nuova Asl, Neri - che comunque da primavera cesserà di rappresentare i sindaci, perché a maggio termina il suo mandato da sindaco di Seravezza - assicura di essersi «già confrontato con la direttrice generale dell’Asl Maria Teresa De Lauretis. Che mi ha dato garanzie sulle assunzioni in ospedale e sui primariati in bilico da assegnare».

@matteotuccini

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