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Cinque Stelle: noi contro i tentativi di privatizzare le spiagge

Cinque Stelle: noi contro i tentativi di privatizzare le spiagge

PIETRASANTA. L’acquisto da parte della multinazionale del lusso Nikki Beach del bagno Blue Beach a Marina fa discutere e solleva interrogativi. «No alla Bolkestein, sì alla penucia?» chiede...

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PIETRASANTA. L’acquisto da parte della multinazionale del lusso Nikki Beach del bagno Blue Beach a Marina fa discutere e solleva interrogativi. «No alla Bolkestein, sì alla penucia?» chiede ironicamente il Movimento Cinque Stelle commentando l’operazione. «Verrebbe da pensare - aggiungono i grillini di Pietrasanta - che i due soci, Mr Penrod e il carrarino Vanelli o sono pazzi o sono dei geni, come d'altra parte lo deve essere la signora Barilla che tre anni fa a Forte dei Marmi pagò 3,5 milioni per la concessione del bagno Piemonte, rase al suolo tutto e ricostruì di sana pianta lo stabilimento. Pazzi perché sul comparto incombe la direttiva servizi 123 dell’Unoone europea, detta Bolkestein, che già dal 2006 ricorda, inascoltata, che l'Italia si adegui alla normativa europea in materia di libertà di stabilimento delle imprese sul territorio comunitario ed al principio di libera concorrenza e prevede che le concessioni vadano all'asta e non rinnovate automaticamente sempre agli stessi, come in qualsiasi altro paese civile. O forse genio perché evidentemente sa cose che noi non sappiamo».

Il Movimento Cinque Stelle sottolonea anche quello che definisce «l’ennesimo tentativo per privatizzare definitivamente la spiaggia», ovvero la decisione di molti Comuni della costa toscana di deliberare la sdemanializzazione della fascia costiera facendo una ricognizione del demanio marittimo ed individuando un nuovo dividente demaniale che comprenda anche gli stabilimenti balneari con le rispettive strutture e in qualche caso anche dieci metri di spiaggia come a Forte dei Marmi.

I grillini puntano poi il dito verso Mallegni, per la delibera di giunta - in cui sindaco e vicesindaco si sono astenuti - con cui «decide che con 590 € e due marche da bollo da 16 si possa rinnovare la concessione non più per 6 ma per 20 anni, una media di 30 euro l'anno quanto due pizze e due birre. Allegata alla domanda per il rinnovo della concessione ventennale si dovrà presentare un riepilogo degli investimenti effettuati o in alternativa un piano finanziario di investimenti.Potrebbe bastare investire poco meno del doppio del volume di affari della media degli ultimi due anni. Un esempio: chi ha dichiarato 50.000 € e dichiarerà di volerne investire 99.000 continuerà ad affittare l'ombra fino al 2035 sempre che nel frattempo qualche legge favorevole da Roma non faciliti ancora di più il rinnovo delle concessioni».

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