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Anche Viareggio ha il referendum
Accordo trovato all’unanimità nella commissione statuto. Ora manca solo il voto del consiglio
VIAREGGIO. All’unanimità, come si conviene ad un tema molto sentito dai cittadini: la commissione statuto del consiglio comunale ha approvato, con il parere favorevole di maggioranza e opposizione, il regolamento che dotata Viareggio dello strumento referendario. Regolamento che dovrà essere approvato dal consiglio comunale, con un passaggio che non dovrebbe riservare sorprese negative visto l’accordo trovato nella commissione che vede Luca Poletti (Pd) presidente e Massimiliano Baldini (Movimento cittadini) come suo vice.
Il referendum - così viene stabilito dall’articolo 1 del regolamento - può essere:consultivo, quale forma di consultazione del corpo elettorale in merito alla futura approvazione di nuove scelte amministrative; abrogativo, quale forma di consultazione del corpo elettorale in merito all'abrogazione di atti amministrativi di interesse generale già compiuti nelle materie di esclusiva competenza locale. Sono atti amministrativi di interesse generale quelli il cui contenuto riguarda interessi generali, o interessi settoriali, o interessi diffusi, riferibili, anche indirettamente, a tutto o a parte del territorio comunale.
Sono esclusi dal referendum: il bilancio preventivo, nelle parti che comportano modifiche di diritti soggettivi dei privati già maturati in un contratto o atti di analoga natura; il conto consuntivo del comune; le imposte, i tributi e le tariffe; l'assunzione di mutui o l'emissione di prestiti; le espropriazioni per pubblica utilità e le occupazioni d'urgenza; le designazioni e nomine; gli atti di mera esecuzione di norme statali, regionali e provinciali; le materie già oggetto di consultazione referendaria nel corso dello stesso mandato amministrativo.
Possono proporre un referendum almeno il 10% degli elettori iscritti nelle liste elettorali del Comune, secondo le risultanze dall'ultima revisione dinamica, per il referendum abrogativo e dal 6%. per quello consultivo. Oppure il consiglio comunale, previa deliberazione approvata da almeno tre quarti dei consiglieri, pari ad oggi a 19 voti su 25 aventi diritto al voto, limitatamente al solo referendum consultivo. Il quesito da sottoporre a referendum consultivo o abrogativo - si legge nel regolamento - «dovrà essere espresso nei termini riportati all'articolo 4, e sottoposto a verifica di ammissibilità secondo quanto indicato al successivo articolo 5».
Articolo 4 che stabilisce: gli elettori che intendono promuovere referendum devono costituirsi in apposito Comitato promotore, formato da almeno cinque componenti iscritti nelle liste elettorali del Comune e devono presentare apposita istanza scritta al sindaco, sottoscritta da almeno 150 elettori per il referendum abrogativo e 90 per quello consultivo. Istanza che va presentata tramite l'ufficio del segretario generale del Comune.
«Ci sono volute quattro riunioni della commissione, ma ora Viareggio ha uno strumento atteso da tempo», è la considerazione del presidente della commissione che ha lavorato pensando prima di tutto all’interesse della collettività
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