La città si interroga sul futuro del Fortino
È il primo dibattito che si apre nel 2016, dopo che la struttura è stata riconsegnata
FORTE. Qual’è futuro per il Fortino, ora che è stato restaurato. E dopo quella splendida illuminazione rossa che ha caratterizzato tutta l’apparecchiatura natalizia di Forte dei Marmi.
Di cosa sarà fatto il futuro del Fortino se lo chiede Vivaldo Tonini. Che come prima cosa tira la prima stoccata a Vasco Franceschi, ormai conosciuto come nonno brontolone, che aveva contestato una Befana che – come accadrà oggi – verrà giù dal cielo, scortata da un gruppo di paracadutisti. «Se il genius loci è un’entità legata a un luogo, non possiamo certo dire che la Befana, concetto universale anche se, come figura, conosciuta soprattutto in Italia, lo sia di Forte dei Marmi e, quindi, il suo utilizzo come rappresentativo del nostro paese ci appare, sostanzialmente, improprio.
»E, poi – continua Tonini del gruppo di opinione di via Versilia – , chi non ricorda che la vecchietta cavalca una scopa volante e che, in tale modo, è raffigurata dall’immaginario collettivo?
« Normalmente chi sale, o scende, lungo gli edifici, è Babbo Natale e non la Befana che, appunto, viene dal cielo: forse, qualcuno dovrebbe rinfrescarsi la memoria perché se s’indica il Fortino come edificio dal quale la Befana dovrebbe calarsi, si fa, per il vero, un po’ di confusione.
«E si fa anche confusione su quello che il Gruppo d’Opinione via Versilia ha richiesto per l’edificio di Piazza Garibaldi -considerato che la ristrutturazione è ormai al termine- e cioè che si apra un confronto tra i cittadini per definire linee guida di utilizzo di quello che è il manufatto della nostra cittadina con maggiori caratteristiche storiche: un confronto, con la collaborazione di studiosi della storia locale, che serva a elevare i toni del dibattito sul Battifredo di Focefrigida com’è denominato il Fortino nel Fiore della Mirabilis di Riccardo Bacchelli dove si descrivono mirabilmente i paesaggi del territorio e la vita e l’indole degli abitanti di un tempo del paese e dove si ritrovano elementi che possano far pensare, veramente, a un genius loci della realtà locale».
Tenendo presente che alla fine, il Fortino al suo interno ha spazi angusti. E rischia di fare la fine della Torre Matilde di Viareggio. Dopo il restauro ha ospitato qualche triste mostra di artisti locali per poi essere definitivamente chiusa. E senza che nessuno ne senta, almeno a Viareggio, veramente la mancanza.
(c.b.)
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