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L’amministratore di Perini: per noi Viareggio resta centrale

L’amministratore di Perini: per noi Viareggio resta centrale

VIAREGGIO. Si cerca una cosa e radio banchina ne racconta un’altra, in più: è sempre così in porto, dove le notizie filtrano dai cantieri della grande nautica e poi diventano in un lampo proprietà di...

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VIAREGGIO. Si cerca una cosa e radio banchina ne racconta un’altra, in più: è sempre così in porto, dove le notizie filtrano dai cantieri della grande nautica e poi diventano in un lampo proprietà di tutti. Perini Navi, che ha i dipendenti in cassintegrazione fino a marzo, avrebbe annunciato ai sindacati di voler concentrare l’intera produzione a Beconcini (La Spezia). Ipotesi che Enrico Dell’Artino, amministratore delegato della storica azienda che porta il marchio di Viareggio e delle sue vele in tutto il mondo, torna a smentire: «A La Spezia facciamo quello che non possiamo fare a Viareggio dove, per fortuna, abbiamo tutti gli spazi occupati dalle barche in refitting». Dell’Artino conferma la cassintegrazione (seguita ai contratti di solidarietà) che durerà appunto fino a marzo: «Ma questo pesche eravamo troppo grandi...», commenta l’amministratore che aggiunge: «Ma Viareggio è centrale, come sempre, per tutte le attività. Certo, se non è il momento delle nuove costruzioni, bisogna fare con quello che c’è...».

Perché, aggiunge il manager, «se la nautica a motore vive effettivamente un momento di ripresa, quella a vela è ferma ai blocchi di partenza. In tutto il mondo, nel 2015, è stata venduta una sola barca a vela sopra i quaranta metri ed è stata un’imbarcazione Perini». Nonostante questo dato di fatto, aggiunge Dell’Artino, «Viareggio non molla. Ed il piano industriale che avevamo messo a punto si sta realizzando».

Tra i motti dell’amministratore delegato di Perini c’è «resistere nel presente senza smettere di guardare al futuro». Ecco perché Dell’Artino “cova” con particolare attenzione il centro di ricerca e sviluppo dei sistemi velici simbolo della produzione Perini, che è stato espressamente voluto - spiega l’ad - dal cavaliere Fabio. Là dove c’era la vecchia falegnameria che Dell’Artino ha “puntato” fin dal suo arrivo a smantellare, tra le proteste del sindacato, oggi ci sono il centro ricerca - spiega l’amministratore delegato - «ma anche gli spazi ricavati per un progetto che stiamo avviando per l’università di Pisa. Io credo che per la nautica ci sia un futuro. Se mi chiedete se questo futuro sarà domattina ho qualche problema a rispondere. Ma rilancio: se non c’è futuro dove ci sono competenze straordinarie come tra La Spezia e Pisa, dove altro vi può essere?». I primi mesi del nuovo anno, fino a primavera, racconteranno come la grande nautica della Darsena viareggina intende posizionarsi - fisicamente - sul’asse La Spezia-Pisa lungo il quale Viareggio, nelle condizioni attuali, rischia davvero di finire - come si dice - a reggere il moccolo. (d.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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