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Col 2016 caffè più caro, ma non in tutti i bar
Sirena e Baroni fanno da battistrada a Lido di Camaiore: salgono a un euro e dieci sia il prezzo della tazzina sia quello del cornetto
LIDO. Dal primo gennaio la colazione per i lidesi costerà un po’ di più. Non in tutti i bar, ma solo in alcuni. Con l’arrivo del 2016 infatti una parte dei locali della zona a mare aumenteranno di dieci centesimi il prezzo di caffè e pezzi dolci. Lo hanno deciso congiuntamente i titolari di alcune attività della costa camaiorese: sia il caffè che le paste passeranno da un euro a un euro e dieci. Lo “scatto” per i bar che lo hanno adottato è una scelta obbligata. Il motivo? È lo stesso che negli ultimi anni ha spinto a maggiorare il prezzo di brioche e caffè in molte zone a vocazione turistica: la necessità cioè da parte dei titolari di far fronte agli elevati prezzi di gestione, in costante aumento soprattutto per quanto riguarda le materie prime.
Basti pensare che per un caffè, facendo un rapido calcolo sommario, nelle tasche dei gestori arriva qualcosa in meno della metà del suo prezzo effettivo: il resto se ne va in spese di bottega, pagamento del personale ed eventuale affitto del locale. Costi sempre più in crescita a cui si deve forzatamente far fronte se si vuole mantenere in vita l’attività. Da qui la decisione di alcuni baristi lidesi di incrementare il prezzo dei prodotti di più largo consumo, appunto caffè e cornetti.
Ma Lido, al netto di quanto offre, può permettersi di seguire le orme delle grandi città e delle località più rinomate aumentando il costo delle colazioni? La possibilità che molti clienti, una volta venuti a conoscenza dell’aumento, possano ripiegare su locali rimasti sui prezzi canonici o su località meno care è un rischio che le attività sembrano però essere pronte e correre. «Il nostro bar – dice Franco Corfini, titolare dello storico Gran Caffè Sirena – dal primo gennaio aumenterà di dieci centesimi il prezzo di caffè e paste. È una decisione che abbiamo preso di comune accordo con altri locali della zona, dovuta a una serie di aumenti relativi al costo della vita che inevitabilmente si ripercuotono sulle attività come la nostra. Saremo i primi a farlo a Lido, ma tra gli ultimi in Italia. C’è chi anche a Viareggio, per non scomodare la rinomata Forte, lo fa da tempo».
A fare eco a Corfini ci pensa Alessio Raffaelli, titolare del Bar Baroni: «Se vogliamo offrire un certo tipo di prodotto – dice – e lavorare in una certa maniera dobbiamo agire in questo modo. Le spese, tra personale, affitti e materie prime, sono molto gravose per chiunque gestisca un bar. Purtroppo siamo chiamati ad aumentare leggermente i prezzi di ciò che vendiamo di più, allineandoci a quanto avviene in altri luoghi a vocazione turistica».
C’è pure chi allo scatto di prezzo aderirà solo a metà come lo Snack Bar Il Pinolo di via del Fortino, che aumenterà di 10 centesimi il prezzo dei soli pezzi dolci, un po’ per cortesia verso il cliente («sarebbe scomodo, per noi e loro, chiedere un euro e dieci per ogni caffè che facciamo» dicono i titolari) un po’ per linea aziendale. Bar della passeggiata come Il Cristallo e il Godot e il Bar Cattan di viale Colombo hanno invece deciso di conservare i prezzi attuali, mantenendo le solite abitudini. Almeno per il momento.
Alessandro Bracci
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