Il Tirreno

Versilia

Per la nuova struttura manca solo una firma

Per la nuova struttura manca solo una firma

Necessario il via libera di un dirigente perché si possa completare l’opera ferma dal 2013

2 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Dall’arrivo del commissario prefettizio Valerio Massimo Romeo, i lavori del mercato ittico - fermi dal giugno 2013 - sono stati passati alla Regione che ha finanziato l’intervento, nel lontano 2007. Il nuovo mercato ittico, mezzo costruito e mezzo no, è l’esempio delle troppe incompiute viareggine. Ed anche su questa realtà si è concentrato l’esposto dei pescatori. Un anno dopo, pare che manchi solo la firma di un dirigente per poter dare il via al completamento della struttura. Per la quale i tecnici del settore infrastrutture della Regione hanno terminato i rilievi tecnici e le valutazioni economiche. Somme “disperse” comprese. Quelle sulle quali si sono concentrate le indagini dei carabinieri del Nucleo investigativo di Lucca. Fermate dall’archiviazione della richiesta di perquisizioni ed intercettazioni.

Quando arrivavano i pagamenti delle somme vincolate (finanziamenti regionali o con la Cassa depositi e prestiti) a Viareggio accedeva che «con l’impresa che era lì, convinta di poter riscuotere, quei soldi andavano a pagare altre cose». Lo racconta Riccardo Raffaelli, una vita da dirigente dei lavori pubblici del Comune di Viareggio, davanti al gip Silvia Mugnaini che ha deciso l’archiviazione della richiesta del pm Fabio Origlio di intercettazioni e perquisizioni a carico di Raffaelli e di Paolo Del Pistoia (per vicende in parte diverse). Il giudice commenta: «Certo (...) è stato chiarissimo. Su questo direi è stato molto chiaro». Raffaelli sta spiegando come mai gli inquirenti sostengono, conti alla mano, che manchino 300.000 euro al totale dei finanziamenti per la costruzione del nuovo mercato ittico. Il dirigente non nega, fornendo una serie di spiegazioni che portano il gip a commentare (così il verbale di udienza): «Sì, il problema è quello...Che quando c’è un’erogazione anche importante, poi se entra - come dicevo io - nel calderone delle necessità del Comune, nel momento in cui poi si deve veramente fare quella spesa è difficile andare a recuperare questa erogazione qui...Perché magari è stata impiegata per altre esigenze». Il problema è - come sottolineato anche dall’ispezione del Mef - che le somme vincolate non devono finire in nessun “calderone”. E le dichiarazioni di Raffaelli, sostanziate dalle considerazioni del gip, meritavano davvero che continuasse la ricerca per scoprire se il “calderone” ha fatto indigestione. (d.f.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web