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Versilia

Mover farà il postino delle contravvenzioni

Mover farà il postino delle contravvenzioni

Ma per postalizzare le multe bastano i tre dipendenti già alla Patrimonio e non gli otto promessi

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VIAREGGIO. Non la riscossione delle sanzioni derivanti dal codice della strada, ma la semplice «gestione dell’attività propedeutica al recupero, attraverso operazioni di postalizzazione ed invio dei solleciti e degli atti esecutivi previsti per legge»: è questo quello che passa dalla Viareggio Patrimonio alla Mover con la delibera di modifica di statuto per la società della sosta approvata ieri dal consiglio comunale. Otto sarebbero i lavoratori che con questa modifica la Mover dovrebbe assumere secondo le dichiarazioni dell’assessore Laura Servetti. «Ma attualmente i dipendenti della Patrimonio addetti alla postalizzazione sono tre - chiede Luca Poletti, capogruppo del Pd - : come faranno a diventare otto alla Mover?». Che non potrà riscuotere le sanzioni ma, appunto, solo spedirle. Se non bastasse la normativa ad impedirlo, c’è il fatto che - come ha spiegato l’assessore Pesci in consiglio comunale correggendo quello che ha definito «un granchio preso» - la Patrimonio è ancora titolare della riscossione per conto del Comune. Con la quota sulla riscossione, però, l’assessore Servetti riteneva che la Mover potesse fare fronte agli stipendi dei ventuno dipendenti che è previsto passino dalla Patrimonio. Comprensivi di addetti alla manutenzione dell’illuminazione. Illuminazione pubblica che - nella delibera di indirizzi di settembre - il Comune voleva dare in «custodia» alla Mover, ma che ora alla stessa società passa senza neppure modifica dello statuto per la sola manutenzione. Ed allora: a cosa serve il comodato del quale parla Servetti e che potrebbe essere stato siglato al termine del consiglio comunale di ieri? Comodato che, peraltro, non può avere durata che fino a marzo, data di scadenza dell’esercizio provvisorio concesso dal Tribunale fallimentare alla Patrimonio, Fallimento su cui pende l’esito dei ricorsi alla Corte d’Appello di Firenze.

Insomma, la vicenda della modifica dello statuto Mover si ingarbuglia. Anche perché, tra gli atti consegnati ai consiglieri in vista della seduta di ieri, manca - in relazione alla delibera Mover - il parere del ragioniere capo. Il quale - come spiegano all’ufficio del consiglio - ha dato sì un parere, «ma sulla delibera precedente, poi sostituita». E su quella nuova approvata dal consiglio ieri? Mistero... (d.f.)

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