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Licenziati alla vigilia di Natale

Licenziati alla vigilia di Natale

A casa dieci lavoratori della ditta Aemme. Navari (Sinistra Lavoro): inaccettabile

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PIETRASANTA. Natale con la lettera di licenziamento sotto l'albero per 10 dipendenti della ditta Aemme Autrasporti srl. «Dalla scorsa settimana - fa sapere il segretario della Filt Cigil Edoardo Gandolfo - i dieci lavoratori sono a casa. Al momento non sappiamo di più di questa vicenda, se non, appunto, che il licenziamento è già stato formalizzato. Siamo in attesa di comunicazioni da parte del committente per le procedure del caso e per la tutela di queste persone».

Azienda, l'Aemme Autotrasporti, impegnata nella consegna di saponi in diverse regioni italiane che «fino ad oggi - come spiega Mario Navari di Associazione Sinistra Lavoro - non aveva fatto fatto ricorso ad ammortizzatori sociali e che nel giro di poche ore consegna il pacco regalo, licenziando e chiudendo i battenti. Anomalia da segnalare è che dopo i licenziamenti sembrerebbe che tale attività sia stata proseguita nei giorni successivi da altri soggetti, questione per cui il sindacato sta chiedendo conto. Una vicenda sicuramente da chiarire, dove si mettono a casa dieci lavoratori che avrebbero voluto consegnare la "letterina" dei propri figli per Babbo Natale e che invece si vedono costretti a ricevere quella di licenziamento. In sostanza - prosegue Navari - a pochi giorni dalle festività natalizie gli autisti dell'azienda sono stati chiamati in ufficio per un incontro con il responsabile. I lavoratori pensavano fosse per ricevere la tredicesima o il pacco regalo che di solito viene consegnato in questo periodo, invece come una doccia fredda, sono state consegnate loro, per raccomandata a mano, lettere con oggetto: Intimazione di licenziamento per giustificato motivo oggettivo. Un incontro dove il responsabile d'azienda si è limitato a passare la parola ad un suo avvocato, il quale ha provveduto a fare l' appello nominale per la consegna delle raccomandate. Un fulmine a ciel sereno che ha fatto sgranare gli occhi agli operai, impegnati fino a qualche minuto prima a caricare i mezzi per le consegne dei giorni successivi. Una situazione inaccettabile, dove un'azienda chiude e licenzia senza aprire tavoli di consultazione per poter studiare soluzioni alternative, migliorative per i lavoratori e per l'azienda stessa. Solidarietà ai lavoratori in oggetto e annunciamo il nostro sostegno ad eventuali iniziative di lotta».

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