Oltre 200 quest’anno i contenziosi aperti
Super lavoro della commissione paritetica e di quella regionale per mettere d’accordo utenti e azienda
VIAREGGIO. I problemi, alla fine, riguardano quasi sempre i soldi. Quelli che più o meno improvvisamente il gestore dei servizi idrici viene a chiederti di pagare perché non ci si è accorti di una perdita nella rete domestica o ci si è dimenticati di saldare i conti delle mensilità precedenti o ancora sono stati commessi errori nel calcolo delle somme dovute. E quindi la bolletta è alta o peggio si arriva al distacco del servizio che porta nelle case una risorsa primaria come l’acqua.
Cosa fare di fronte a una maxi bolletta di Gaia o all’interruzione dell’erogazione dell’acqua per morosità?
Se non si vuol pagare quanto richiesto perché appunto si ritiene che il gestore abbia commesso un errore la strada è solo una: il contenzioso. E nell’area gestita da Gaia il numero delle liti non è certo insignificante: sono oltre 200 quelle avviate nel 2015 tra commissione paritetica e commissione conciliativa regionale. Non tutte, dalla presentazione della domanda dell’utente alla conclusione (con accogliemtno o rifiuto) hanno avuto un seguito. Ma c’è da dire, comunque, che la grandissima parte dei contenziosi va poi in trattativa e ha un esito almeno parzialmente positivo anche per il cittadino.
Lo confermano i dati forniti, sul fronte dei contenziosi, dalla stessa società dell’acqua che, lo ricordiamo, si occupa dei servizi idrici integrati nel territorio delle province di Massa Carrara, Lucca e in alcuni Comuni del pistoiese.
«L’utente di Gaia può scegliere due percorsi di tutela diversi, qualora ritenga di non aver ricevuto una risposta idonea dal gestore, o la risposta non arriva nei tempi previsti - spiega l’azienda in una nota - Può rivolgersi a una delle associazioni dei consumatori riconosciute, e chiedere che il suo caso sia dibattuto nella Commissione paritetica, cioè fra l'associazione e il Gestore. Oppure, se non intende avvalersi di un'associazione dei consumatori può chiedere l'intervento della Commissione conciliativa regionale dove, oltre al gestore, è presente il difensore civico regionale (o un suo delegato) in qualità di presidente e l’utente stesso o un suo rappresentante, qualora quest’ultimo decida di fornire apposita e specifica delega a una associazione o a un legale».
La scelta tra le due forme di tutela, precisa l’azienda dell’acqua, è completamente libera e discrezionale per l’utente non esistendo fra i due percorsi alcun vincolo di subordinazione.
«Nel 2015 - spiega il gestore dei servizi - sono giunte alla Commissione regionale 197 domande di cui 150 pratiche sono state lavorate in 23 sedute, 1 è stata annullata, 1 pratica è in attesa di parere dell'ufficio legale, 4 sono non procedibili, 15 sono state rifiutate, 25 sono in sospeso da lavorare». Delle 150 parti prese in esame dalla commissione nel 2015 7 fanno riferimento a problematiche emerse nell’anno precedente.
«Per la commissione paritetica invece - prosegue Gaia - sono state presentate 13 domande, di cui 10 sono state lavorate, 1 è stata rifiutata e 2 sono da lavorare».
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